La ventilazione naturale ( tecnica passiva ): è
un accorgimento che diminuisce la concentrazione del gas, permettendo
così una diluizione del radon. Si attua quando i valori di concentrazione
interni misurati non sono molto elevati.
L'apertura di finestre e porte è un espediente efficace negli insediamenti
urbani e rurali ma solo quando il clima consente una continua ventilazione.
La ventilazione forzata ( tecnica attiva) : è un artificio
che permette la fuoriuscita del gas in maniera

razionale
evitando , nelle stagioni più fredde, un eccessivo dispendio termico.
Un calcolo accurato permette di convogliare all'esterno un volume
d'aria ben noto che può variare secondo la concentrazione permettendo
un ricircolo misurato; si parla in questo caso di Ventilazione Meccanica
Controllata VMC. La VMC si realizza grazie ad un ventilatore che
può essere installato sul sistema centrale se esistente oche può
essere installato direttamente in punti strategici dell'abitazione.
Il rateo di ricambio sara' conforme alla norma UNI 10339.
Nei casi in cui i valori di concentrazione interni misurati sono
elevati e' importante considerare il rapporto edificio-suolo; se
il terreno costituisce la fonte primaria di radon o se l'ingresso
del gas avviene secondo un diverso meccanismo. A seconda del tipo
di fondazione dell'edificio e delle tipologie costruttive annesse,
si possono ipotizzare diversi tipi d'intervento. E' sempre comunque
necessario che un Tecnico individui la soluzione piu' appropriata
alla situazione locale.
a) La depressurizzazione attiva del vespaio ( tecnica attiva
) : la diversa concentrazione del radon nelle abitazioni può
dipendere anche dalla differenza di pressione tra il suolo e gli
ambienti stessi e,in questo caso , è possibile diminuire la quantità
di radon in ingresso modificando le condizioni di pressione. Un
opportuno drenaggio costituito da pietrame permette la captazione
del gas, mentre il suo allontanamento è affidato a condotti d'aspirazione
forzata .
b) La suzione del sottosuolo ( tecnica attiva ) :

in
alcuni edifici si provvede al drenaggio al fine di allontanare le
acque dal terreno e quando questa tubazione ( perforata ) forma
un anello continuo , è possibile sfruttarla per far allontanare
il radon. Applicando un estrattore al pozzetto di raccolta posto
lontano dall'abitazione, si crea una depressione che permette l'estrazione
del gas : si ottiene in taluni casi una riduzione del 98% .
c) La tecnica della parete ventilata ( tecnica attiva o passiva
).

Quando
esiste un'intercapedine tra i muri interni ed esterni, i movimenti
convettivi naturali o forzati permettono l'allontanamento del gas
evitando quindi l'ingresso nell'abitazione. Interventi più semplici
ma ugualmente efficaci possono essere: la realizzazione di una presa
d'aria esterna, la sigillatura di tutti gli interstizi attorno alle
condotte tecnologiche (acqua, gas, elettricita' etc), la non perforazione
del solaio con apparecchi da illuminazione ad incasso o botole,
la sigillatura delle finestre, la sigillatura della porta d'accesso
del piano interrato .
Per eliminare il radon in maniera sistematica ,quando la concentrazione
supera notevolmente le soglie ,si può installare un pozzo radon di
raccolta da collocarsi nel piano più basso dell'edificio. Il pozzo
radon è costituito principalmente da mattoni non cementati, con dei
larghi fori che danno la possibilità al gas radon di entrare nel pozzo
che deve essere coperto da una lastra di cemento mentre attorno ad
esso va posta della ghiaia grossolana .