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memoria pubblicata su Gallerie e Grandi Opere Sotterranee n. 45 del
Luglio 1995
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Premessa: la qualita' dell'aria ed il RADON
Il Radon e' un gas radioattivo incolore ed inodore piu' pesante dell'aria prodotto dal decadimento di tre nuclidi capostipiti che danno luogo a tre diverse famiglie radioattive; essi sono il Thorio 232, l'Uranio 235 e l'Uranio 238. Nella tabella seguente e' riportata la sequenza del decadimento del nuclide piu' abbondante in natura e cioe' l'Uranio 238 responsabile della produzione dell'isotopo Radon 222. Il thorio 232 e l'uranio 235 producono invece rispettivamente il Rn 220 e Rn 219.Schema di Produzione del Radon 222 - Famiglia dell'Uranio
Tabella I
Isotopo Radiazione Emivita Uranio 238 alfa 4.5x109 anni Torio 234 Beta 24.1 giorni Protoattinio 234 Beta 1.2 minuti Uranio 234 alfa 2.5x105 anni Torio 230 alfa 7.5x104 anni Radio 226 alfa 1600 anni Radon 222 alfa 3.8 giorni Polonio 218 alfa 3 minuti Piombo 214 beta 27 minuti Bismuto 214 alfa e beta 20 minuti Polonio 214 alfa 1.5x10-4 secondi Piombo 210 beta 25 anni Bismuto 210 beta 5 giorni Polonio 210 alfa 136 giorni Piombo 206 Stabile
Il Radon viene generato continuamente da alcune rocce della crota terrestre ed in particolar modo da Lave e Plutoniti (Basalti, Graniti, Trachiti, Sieniti, Porfidi etc), tufi (Peperino), pozzolane, etc. Sebbene sia lecito immaginare che le concentrazioni di Radon siano maggiori nei materiali di origine vulcanica spesso si riscontrano elevati tenori di radionuclidi anche nelle rocce sedimentarie come marne, flysh etc.
Come gas disciolto puo' essere presente nelle falde acquifere da cui viene veicolato anche a grandi distanze dal luogo di formazione . Infine e' nota la sua presenza in alcuni materiali da costruzione.
Il problema del Radon ha avuto recentemente un notevole sviluppo a livello internazionale. Negli USA, Inghilterra, Svezia ed altri paesi e' stata emanata una normativa tendente a conoscere la pericolosita' di un sito su cui l'edificabilita' e' subordinata a prescrizioni tecniche ncessarie all'abbattimento del tenore di radioattivita' ove possibili; in presenza poi di forti tenori di radioattivita' si giunge fino alla negazione del permesso di edificazione. Anche la Comunita' Europea con la Raccomandazione n. 143/90 del 21 febbraio 1990 ha stabilito criteri per la protezione del pubblico contro l'esposizione al Radon in ambienti chiusi. Tale norma raccomanda al punto 6 " che siano definiti criteri per l'identificazione di regioni, localita' e caratteristiche costruttive probabilmente connesse con alti livelli di Radon in ambienti chiusi. I livelli di indagine per i parametri del terreno (ad esempio attivita' del suolo e dei materiali edilizi, permeabilita' del terreno ecc.) possono essere impiegati per identificare tali valori di esposizione".
Al punto 3b si raccomanda poi "che il livello di progettazione sia pari ad una dose effettiva equivalente di 10 mSV/a la quale a fini pratici puo' essere considerata equivalente ad una concen trazione media annua di gas RADON di 200 Bq/mc."
Nel SI l'unita' di misura della radioattivita' e' il Bequerel che corrisponde ad una disintegrazione al secondo tps (Transmutations per second). L'unita' di misura del danno biologico e' invece il Sievert che dipende dall'energia dissipata e dalla densita' energetica. Infatti la particella alfa, che perde la sua energia su pochi micrometri, ha un elevato L.E.T. (linear Energy Tranfer).
Si ammette in prima approssimazione una conversione di 1 mSV/anno per 20 Bq/mc.
Nelle miniere ed in altri ambienti di lavoro l'unita' di misura piu' utilizzata e' la WL e la WLM (Working Level e Working Level Month) cioe' l'esposizione per motivi di lavoro. La WL e' definita come la totalita' di derivati del Radon presenti in un litro d'aria risultante nell'emissione definitiva di 1.3x10^5 MeV (MegaElettronVolt) di energia dalle particelle alfa; se il Radon ha raggiunto l'equilibrio con i propri derivati la WL e' uguale a 100 pCi/L (picoCurie/litro) di gas Radon. La WLM sara' pari ad 1WL per 170 ore di esposizione.
La direttiva CEE 106/89 si puo' inoltre considerare una norma quadro per la regolamentazione dell'impiego dei materiali edilizi permanentemente incorporati in opere di costruzione e per ognuno dei quali e' auspicato il certificato di conformita'.
In ambito Nazionale sia l'ENEA che l'Istituto di Fisica dell'Universita' di Milano hanno svolto una serie di ricerche sulla concentrazione del Radon in ambienti confinati ed in aria libera.In particolare l'ENEA ha monitorato alcune zone di Roma e dell'Alto Lazio evidenziando una presenza di Radon molto variabile tra i 100 e 400 Bq/mc (Bequerel al metro cubo) con punte di 1000 Bq/mc contro una media nazionale di 30-50 Bq/mc.
L'universita' di Milano ha invece lavorato in Valtellina nella citta' di Angera ed in altre province Lombarde evidenziando anche in questo caso valori puntualmente molto elevati con massimi anche di 7000 Bq/mc in alcune cantine.
Considerato che una dose di 50 Bq/mc corrisponde ad una dose di radiazioni circa tre volte maggiore a quella che mediamente si riceve nel corso della propria vita per lo svolgimento di indagini mediche, si puo' ben comprendere come tale prodotto di decadimento costituisca un vero pericolo per l'uomo.
Concentrazioni elevate di questo gas inodore ed incolore, costituiscono fattore di rischio per l'insorgenza di neoplasie polmonari. Il Radon giunge nell'uomo attraverso l'ingestione di acqua contaminata o, ancor di piu' per inalazione non essendo possibile individuarlo direttamente con i sensi. La sua pericolosita' e' legata in particolare ai suoi radionuclidi, piombo, polonio e bismuto i quali si legano alle particelle di polvere e di corpuscolato (derivante per esempio dal fumo di sigarette, smog etc.) e si depositano nei polmoni dove irradiano direttamente i tessuti organici. La conoscenza della distribuzione di Radon nei gas del suolo consente la predisposizione di vere e proprie mappe di rischio. Tali mappe sono state elaborate per esempio in Svezia e di fatto sono state inserite nel contesto della pianificazione Urbanistica del Territorio.
Sarebbe a questo proposito importante, che a corredo delle indagini generalmente previste per la progettazione di un'opera in sotterraneo, venisse inserita la misura della attivita' radioattiva del suolo con misurazioni di superficie ed in foro. In particolare le aree piu' a rischio sono prevalentemente quelle di origine Vulcanica con profonde faglie tettoniche e falde acquifere a servizio di uno o piu' Comuni e quindi di grande rilevanza sulla sanita' pubblica in caso di contaminazione.Il Radon in galleria
E' singolare notare che mentre si pone una forte attenzione al problema del Radon relativo ad abitazioni ed a miniere, per lo scavo di gallerie sembri non esista rischio. La durata di costruzione di una galleria pone invece le maestranze ad un potenziale continuo rischio che ovviamente non e' generale ma localizzato a quei lavori eseguiti in terreni potenzialmente attivi e quindi pericolosi.
Non ci risulta che a tutt'oggi sia mai stata eseguita in Italia una valutazione del radon durante lo scavo di una galleria. Va tenuto presente che peraltro l'ambiente di lavoro tipico dello scavo di una galleria e' particolarmente polveroso e questo, secondo uno studio dell'EPA (Ag. Usa per l'Ambiente) aumenta la probabilita' di rischio come gia' accennato.Generazione del fenomeno: frantumazione delle Rocce
Qualsiasi disturbo reso ad una roccia attiva dal punto di vista radioattivo produce un rilascio nell'ambiente di Radon; pertanto nello scavo di una galleria in un litotipo contenente Uranio, Thorio etc si avra' inizialmente la presenza di radon in concen trazioni proporzionali ai Radionuclidi capostipiti per poi aumentare con gli isotopi figli essendo l'emivita del Radon molto breve. Inoltre la concentrazione del Radon viene ad essere inversa mente proporzionale al grado di comminuzione della roccia aumentando il rapporto superfice volume. Lo scavo mette a nudo inoltre fratture e faglie che possono veicolare all'interno gas provenienti da siti diversi.Incremento del fenomeno per invasione d'acqua
qualora durante lo scavo si incontra una falda acquifera, l'invasione di acqua potrebbe veicolare all'interno della galleria il Radon (il piu' solubile dei gas nobili) che si libererebbe per la diminuita pressione e per la turbolenza generata dal riversamento.Attenuazione del fenomeno per ventilazione Naturale
In genere la temperatura all'interno della galleria e' vicina alla media annuale superficiale anche se con variazioni molto meno repentine. In estate la densita' dell'aria in galleria e' maggiore di quella esterna mentre in inverno e' minore. Se la galleria ha due portali allora si puo' determinare una corrente naturale di verso opposto a seconda della stagione. In caso di forte vento esterno si puo' verificare inoltre un effetto Venturi che crea, in galleria, una corrente naturale. In ogni caso laddove esista una qualche ipotesi di presenza di Radon e' buona norma per la salvaguardia delle maestranze avere un sistema di ventilazione adeguato e dimensionato sulla base di continui monitoraggi.Metodo di Indagine
Il monitoraggio in ambienti confinati o esterni del RADON si effettua con l'ausilio di un dispositivo specifico per questo gas (rilevatori alfa) . Tale dispositivo portatile puo' essere facilmente installato negli ambienti da monitorare e registra il valore instantaneo o nel tempo della concentrazione.Conclusioni
Da questa breve trattazione del problema si evince come troppo spesso si tralascia di considerare gli effetti che alcuni ambienti di lavoro possono avere sul benessere fisico delle maestranze (vedi amianto). La stesura di questo articolo vuole quindi essere di base per creare le condizioni di un dibattito culturale intorno all'argomento come fulcro per futuri impegni di controllo negli ambienti di lavoro.Bibliografia:
Brookins D. - Il problema Radon nelle abitazioni - Ed. Celi
National Research Council - 1988 - Health risk of radon and other
internally deposited alpha emitters. BEIR IV Report. National A
cademy of Science - Washington DC
ICRP - 1987 - Commission on Radiologica Protection - Lung cancer
risk on indoor exposure to radon daughters - ICRP publication 50
- Annals ICRP 17 No. 1
Ball Cameron Colman Roberts - 1991 - Behavior of Radon in the
geological enviroment - Quarterly journal of Engineering Geology
- 24 - 169-182
Andrews Wood - 1972 - Mechanism of Radon release in rock matrices
and entry in groundwaters - Institution of Mining and Metallurgy
- Transaction Sction B,81,B198-209
Raccomandazione EURATOM 143/90 - G.U. CEE 27/03 L 80
Direttiva del Consiglio in G.U.CEE L40/12 11.2.89
Facchini - Valli - Vecchi - Il Radon nella casa - Univ. di Milano
- Ist. di Fisica Generale Applicata
Enviromental Protection Agency - 1992 - How to educe radon levels
in your home - Washington DC
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