Per Rivelatori Passivi
si intendono, dispositivi che non necessitano di alimentazione elettrica;
dopo un tempo di permanenza, la cui durata dipende dal tipo di rivelatore,
vengono rimossi e soggetti in laboratorio a procedure di tipo chimico-fisico
per la determinazione della concentrazione media nel periodo di integrazione.
Tali rilevatori se esposti per non meno di un mese
forniscono ottime indicazioni ad un prezzo accessibile a tutti . La
valutazione e' indispensabile che sia eseguita su un periodo di tempo
sufficientemente lungo data la grande fluttuazione della concentrazione
negli ambienti a ragione dei parametri ambientali incidenti: pressione,
temperatura etc.
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Le tecniche di tipo passivo maggiormente impiegate nella
misura della concentrazione di radon indoor sono:
1. Rivelazione delle tracce alfa
2. Adsorbimento su canestri a carboni attivi
3. Rivelazione di carica elettrica mediante elettrete
Il rivelatore "a tracce" è costituto
da un foglio di materiale organico speciale, tipicamente nitrato di
cellulosa (LR115) o polialli diglicol carbonato (CR39), che interagisce
con le emissioni alfa del radon e della sua progenie, riportando tracce
sufficientemente profonde sulla propria superficie. Terminata l'esposizione,
il rivelatore viene rimosso dall'apposito contenitore e trattato chimicamente
per evidenziare le tracce lasciate dalle particelle alfa, che vengono
quindi contate con metodi ottici o elettrici. Dalla conoscenza del
numero di tracce , del tempo di esposizione e del fattore di calibrazione
del sistema si determina la concentrazione media di Radon durante
l'esposizione del rivelatore. La risposta di un rivelatore a tracce
è indipendente dalle particolari condizioni ambientali e non
richiede, come in altri casi, l'analisi spettrometrica dei discendenti
del radon. I tempi di esposizione possono essere da brevi a lunghi,
per cui tale tecnica ben si presta alla determinazione di concentrazione
media annuale.
Il canestro a carbone attivo è generalmente
una scatola metallica cilindrica contenente i carboni attivi che adsorbono
il radon presente nell'aria. Dopo un tempo di esposizione , dell'ordine
di qualche giorno, i canestri, che adsorbono il radon ma non lo rivelano,
subiscono un'analisi di spettrometria gamma tramite rivelatore a scintillazione,
tipicamente a cristalli di ioduro di sodio. Dai risultati dell'analisi
spettrale, dalla conoscenza del tempo di esposizione e del fattore
di calibrazione si ricava la concentrazione relativa al periodo di
esposizione. La tecnica dei carboni attivi è adatta a misure
di concentrazioni anche inferiori ai 20 Bq/m3 e richiede pochi giorni
per la sua realizzazione, ma può essere applicata anche per
determinare la concentrazione media annuale eseguendo una misura ogni
3 mesi. Il limite principale consiste nella forte dipendenza dalle
condizioni ambientali di temperatura e umidità.
L'elettrete è un disco di Teflon che mantiene
un potenziale elettrostatico stabile. Quando è posto in una
camera contenente un certo volume di aria, raccoglie gli ioni prodotti
dalle emissioni del radon e dei suoi discendenti, per cui il suo potenziale
si riduce in modo proporzionale all'attività presente nella
camera. Misurando con un voltmetro la perdita di potenziale durante
un certo intervallo di tempo e utilizzando appropriati fattori di
calibrazione si determina la concentrazione media di radon nella camera
e quindi nell'ambiente.
I principali limiti dell' elettrete sono che il potenziale elettrostatico
del disco di Telfon risente dei campi elettromagnetici locali e che
la discriminazione della radiazione alfa da quella gamma richiede
una particolare procedura. Alcuni protocolli richiedono quindi due
dosimetri per ogni ambiente di cui uno chiuso per la valutazione del
contributo gamma e l'altro aperto per la somma dei contributi.
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I
Rilevatori attivi sono costituiti da
strumenti dotati di un particolare sensore Geiger sensibile prevalentemente
alla radiazione alfa. I risultati sono piu' attendibili ma il costo
per l'analisi e' piu' elevato. Vanno usati per determinazioni accurate
in genere laddove i rivelatori passivi hanno determinato concentrazioni
preoccupanti di Radon. Esistono analizzatori che individuano, sulla
base delle energie rilasciate durate il processo di decadimento, la
presenza dei prodotti figli come ad esempio il CRM
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