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Art. 40
(Parere dell'ANPA)
1. La Commissione tecnica di cui all'art. 9, tenuto conto
delle eventuali osservazioni dei vari Ministeri, esprime un parere tecnico
finale, specificando le eventuali prescrizioni da stabilire per l'esecuzione
del progetto.
2. L'ANPA trasmette al Ministero dell'industria, del commercio
e dell'artigianato il suo parere elaborato sulla base di quello della
Commissione tecnica con le eventuali osservazioni delle varie amministrazioni.
Art. 41
(Progetti particolareggiati di costruzione)
1. Il titolare della autorizzazione o del nulla osta di
cui ai precedenti articoli deve trasmettere all'ANPA i progetti particolareggiati
di quelle parti costitutive dell'impianto che sulla base della documentazione
di cui agli artt. 36 e 37 l'ANPA, sentita la Commissione tecnica, ritiene
rilevanti ai fini della sicurezza nucleare e della protezione sanitaria.
I progetti relativi a dette parti, completati da relazioni che ne illustrano
o dimostrano la rispondenza ai fini della sicurezza nucleare e della protezione
sanitaria, devono essere approvati dall'ANPA sentita la Commissione tecnica,
prima della costruzione e messa in opera.
2. L'esecuzione dei progetti relativi allo smaltimento dei
rifiuti radioattivi non può essere approvata dall'ANPA nei casi previsti
dall'art. 37 del Trattato istitutivo della Comunità europea della energia
atomica se non ad avvenuta comunicazione da parte dell'Agenzia stessa
alla Commissione della predetta Comunità dei dati generali del progetto
in questione.
3. La costruzione viene effettuata sotto il controllo tecnico
dell'ANPA che vigila sulla rispondenza della costruzione ai progetti approvati
dall'ANPA stessa.
Art. 42
(Collaudi)
1. Il collaudo degli impianti di cui al secondo comma dell'art.
7 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860, è eseguito con le modalità di
cui agli artt. 43, 44 e 45, per i tipi di impianti definiti all'art. 7,
lett. a), c), d), e), f).
2. Con le norme di esecuzione del presente decreto sono
stabilite le modalità per l'esecuzione delle prove di collaudo per altri
impianti nucleari. Dette norme possono prevedere procedure semplificate
rispetto a quelle previste dal presente capo.
Art. 43
(Prove non nucleari)
1. Ultimata la costruzione delle parti nell'impianto, di
cui all'art. 41, o di qualunque altra parte ritenuta dall'ANPA rilevante
ai fini della sicurezza nucleare e della protezione sanitaria, il titolare
dell'autorizzazione o del nulla osta è tenuto ad eseguirne mediante prove
non nucleari la verifica. Copia dei verbali delle prove è trasmessa dal
titolare all'ANPA.
2. Il titolare dell'autorizzazione o del nulla osta è altresì
tenuto a procedere all'esecuzione delle prove combinate dell'impianto
antecedenti al caricamento del combustibile e, ove trattisi di impianti
di trattamento di combustibili irradiati, antecedenti all'immissione di
combustibile irradiato, previa approvazione da parte dell'ANPA di un programma
delle prove stesse. Per le prove dichiarate dalla stessa ANPA rilevanti
ai fini della sicurezza, le specifiche tecniche di ogni singola prova
devono essere approvate prima della loro esecuzione. L'ANPA ha facoltà
di introdurre, nelle specifiche tecniche delle prove, opportune modifiche
e prescrizioni aggiuntive attinenti alla sicurezza. Delle modalità di
esecuzione delle prove è redatto apposito verbale. Copia del verbale delle
prove è trasmessa dal titolare dell'autorizzazione o del nulla osta all'ANPA.
3. L'ANPA ha facoltà di far assistere alle prove di cui
ai commi 1 e 2 propri ispettori. In tal caso il verbale è redatto in contraddittorio.
4. L'esecuzione delle prove avviene sotto la responsabilità
del titolare dell'autorizzazione o del nulla osta.
5. A compimento di tutte le prove antecedenti al caricamento
del combustibile e, ove si tratti di impianti di trattamento di combustibili
irradiati, di quelle antecedenti l'immissione di combustibile irradiato,
l'ANPA rilascia al titolare della autorizzazione o del nulla osta apposita
certificazione del loro esito attestante che l'impianto dal punto di vista
della sicurezza nucleare e della protezione sanitaria è idoneo al caricamento
del combustibile o, per gli impianti di trattamento di combustibile irradiato,
alla immissione di detto combustibile.
Art. 44
(Prove nucleari)
1. Il titolare dell'autorizzazione o del nulla osta, prima
di procedere alla esecuzione di prove ed operazioni con combustibile nucleare
ivi comprese quelle di caricamento del combustibile stesso, ovvero qualora
si tratti di impianti di trattamento di combustibili irradiati, prima
di procedere all'esecuzione di prove con combustibile irradiato, ivi compresa
quella della sua immissione nell'impianto stesso, deve ottenere l'approvazione
del programma generale di dette prove da parte dell'ANPA ed il rilascio,
da parte dello stesso, di un permesso per l'esecuzione di ciascuna di
esse.
2. Al fine di ottenere l'approvazione di cui al comma 1,
il titolare dell'autorizzazione o del nulla osta è tenuto a presentare
all'ANPA la seguente documentazione:
a) rapporto finale di sicurezza;
b) regolamento di esercizio;
c) manuale di operazione;
d) programma generale di prove con combustibile nucleare
o con combustibile irradiato;
e) certificato di esito favorevole delle prove precedenti
al caricamento del combustibile o alla immissione di combustibile irradiato
comprese quelle relative a contenitori in pressione destinati a contenere
comunque sostanze radioattive;
f) organigramma del personale preposto ed addetto all'esercizio
tecnico dell'impianto, che svolga funzioni rilevanti agli effetti della
sicurezza nucleare o della protezione sanitaria e relative patenti di
idoneità;
g) proposte di prescrizioni tecniche.
3. Il titolare dell'autorizzazione o del nulla osta deve
presentare, a richiesta dell'ANPA, ogni altra documentazione ritenuta
necessaria, concernente la sicurezza e la protezione sanitaria dell'impianto.
4. L'ANPA, esaminata la documentazione esibita, sentita
la Commissione tecnica, provvede alla approvazione del programma generale
di prove nucleari. L'approvazione da parte dell'ANPA del programma generale
di prove nucleari è subordinata all'approvazione, da parte del prefetto,
del piano di emergenza esterna, con le modalità previste dal capo X.
5. Al fine di ottenere il permesso per l'esecuzione dei
singoli gruppi o di prove nucleari, il titolare dell'autorizzazione o
del nulla osta è tenuto a presentare all'ANPA le specifiche dettagliate
di ciascuna di esse. Le specifiche dettagliate devono contenere gli elementi
atti ad accertare che sono state adottate tutte le misure per garantire
alle prove la maggiore sicurezza e l'efficacia in relazione alle particolari
caratteristiche dell'impianto soggette al controllo.
6. L'ANPA rilascia il permesso per l'esecuzione dei singoli
gruppi di prove nucleari condizionandolo alla osservanza delle prescrizioni
tecniche con la possibilità di indicare a quali di esse si possa derogare
con la singola prova e quali ulteriori prescrizioni debbono invece essere
eventualmente adottate. L'ANPA ha anche facoltà di chiedere che siano
studiate ed eseguite prove particolari rilevanti ai fini della sicurezza
nucleare e protezione sanitaria.
7. L'ANPA può altresì concedere al titolare dell'autorizzazione
o del nulla osta l'approvazione di singoli gruppi di prove nucleari anche
prima che sia intervenuta l'approvazione dell'intero programma generale;
in tal caso il titolare dell'autorizzazione o del nulla osta non può eseguire
i detti singoli gruppi di prove fino a che non abbia ottenuto, da parte
dell'ANPA, l'approvazione del programma generale delle prove nucleari
stesse.
8. Le prove nucleari sono eseguite dal titolare dell'autorizzazione
o del nulla osta, che ne è responsabile a tutti gli effetti. Lo stesso
è responsabile della esattezza dei calcoli dei progetti e delle dimostrazioni
di sicurezza.
Art. 45
(Verbali, relazioni e certificazioni delle
prove nucleari)
1. Per ogni prova nucleare il titolare dell'autorizzazione
o del nulla osta è tenuto a misurare e registrare i dati come previsto
dalle specifiche approvate con la procedura dell'articolo precedente;
copia di tali dati, inclusa nel relativo verbale, è trasmessa all'ANPA
al termine della prova stessa.
2. Le modalità con le quali ciascuna prova nucleare è stata
eseguita ed il suo esito devono constare da apposita relazione predisposta
dal titolare dell'autorizzazione o del nulla osta. Copia della relazione
deve essere trasmessa dallo stesso all'ANPA.
3. L'ANPA ha comunque la facoltà di fare assistere propri
ispettori all'esecuzione delle prove nucleari ed in tal caso il verbale
è redatto in contraddittorio. L'ANPA rilascia al titolare dell'autorizzazione
o del nulla osta apposite certificazioni dell'esito dei singoli gruppi
di prove nucleari.
4. Nei casi in cui le modalità di esecuzione di una prova
nucleare non rispondano a quelle previste dalle specifiche tecniche e
alle prescrizioni aggiuntive di cui al quinto e sesto comma dell'articolo
precedente, l'ispettore dell'ANPA presente sul posto ha facoltà di sospendere
lo svolgimento della prova stessa, previa contestazione ed invito al titolare
ad adeguare le modalità di esecuzione a quelle previste dalle specifiche
approvate.
Art. 46
(Regolamento di esercizio)
1. Il regolamento di esercizio, necessario per gli impianti
di cui agli artt. 36 e 37, è approvato dall'ANPA, sentita la Commissione
tecnica.
Art. 47
(Manuale di istruzioni per le situazioni
eccezionali)
1. Il manuale di operazione di cui all'art. 44, comma 2,
lett. c), deve contenere in allegato un manuale di istruzioni per le situazioni
eccezionali, che possono insorgere nell'impianto e che determinano la
previsione o il verificarsi di una emergenza nucleare.
2. Il manuale di operazione deve altresì contenere la identificazione
del personale addetto all'impianto, che, in caso di insorgenza di situazioni
eccezionali, deve essere adibito a mansioni di pronto intervento.
Art. 48
(Personale tenuto a non allontanarsi in
qualsiasi evenienza)
1. Dal momento in cui il combustibile nucleare è presente
nell'impianto, deve essere assicurata in ogni caso, ai fini della sicurezza
nucleare e della protezione sanitaria, la permanenza del personale indispensabile
che non può abbandonare il posto di lavoro senza preavviso e senza avvenuta
sostituzione.
2. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
con proprio decreto, d'intesa con i Ministri del lavoro e della previdenza
sociale e della sanità, sentita l'ANPA, stabilisce per ciascun impianto
il numero e la qualifica degli addetti soggetti all'obbligo di cui al
comma 1.
3. In ottemperanza al decreto del Ministro il titolare dell'autorizzazione
o del nulla osta, con ordine di servizio affisso nel luogo di lavoro,
stabilisce i turni nominativi del personale indispensabile, ai fini della
sicurezza nucleare e della protezione sanitaria, per le varie condizioni
di funzionamento.
4. Copia dell'ordine di servizio e delle eventuali variazioni
deve essere comunicata al prefetto, all'Ispettorato del lavoro competente
per territorio, agli organi del servizio sanitario nazionale competenti
per territorio ed all'ANPA.
Art. 49
(Collegio dei delegati alla sicurezza dell'impianto)
1. Per gli impianti di cui all'art. 7, lett. a), b), c),
d), e), f), deve essere costituito un Collegio dei delegati alla sicurezza
dell'impianto.
2. Il titolare dell'autorizzazione o del nulla osta è tenuto
a sottoporre all'approvazione dell'ANPA la composizione di detto Collegio.
3. Il Collegio è composto da almeno quattro membri prescelti
fra i tecnici che sovraintendono a servizi essenziali per il funzionamento
dell'impianto; di esso deve far parte l'esperto qualificato di cui all'art.
77. Il Collegio ha funzioni consultive, con i seguenti compiti:
a) esprimere parere preventivo su ogni progetto di modifica
dell'impianto o di sue parti;
b) esprimere parere preventivo su ogni proposta di modifica
alle procedure di esercizio dell'impianto;
c) esprimere parere preventivo su programmi di esperienze,
prove ed operazioni di carattere straordinario da eseguire sull'impianto;
d) rivedere periodicamente lo svolgimento dell'esercizio
dell'impianto, esprimendo il proprio parere unitamente ad eventuali raccomandazioni
relative alla sicurezza e protezione;
e) elaborare il piano di emergenza interna dell'impianto
e provvedere a sue eventuali modifiche successive, d'intesa col comando
provinciale dei vigili del fuoco;
f) assistere il direttore responsabile di turno o il capo
impianto nella adozione delle misure che si rendono necessarie per fronteggiare
qualsiasi evento o anormalità che possa far temere l'insorgere di un pericolo
per la pubblica incolumità o di danno alle cose.
4. Nel caso previsto dalla lettera f) assiste alle riunioni
del Collegio di sicurezza dell'impianto un esperto nucleare designato
dall'ANPA; negli altri casi tale esperto ha la facoltà di intervenire
alle riunioni. Alle riunioni del Collegio di sicurezza dell'impianto possono
inoltre partecipare funzionari rappresentanti delle amministrazioni interessate.
5. Tra i componenti del Collegio di sicurezza devono essere
designati due tecnici incaricati di esplicare le funzioni di collegamento
con le autorità competenti per gli adempimenti relativi allo stato di
emergenza nucleare di cui al capo X.
Art. 50
(Licenza di esercizio)
1. La licenza di esercizio è accordata per fasi successive
di esercizio, correlative all'esito positivo di successivi gruppi di prove
nucleari e determina limiti e condizioni che l'esercente è tenuto ad osservare.
2. L'istanza intesa ad ottenere la licenza di esercizio
di ciascuna fase è presentata al Ministero dell'industria, del commercio
e dell'artigianato. Ogni istanza deve essere corredata dei certificati
di esito positivo del gruppo di prove nucleari relative e della dimostrazione
che le caratteristiche dell'impianto consentono di prevedere una fase
di esercizio sicuro entro determinati limiti e condizioni. Copia dell'istanza,
corredata della copia della detta documentazione, deve essere contemporaneamente
presentata all'ANPA.
3. L'ANPA, esaminata l'istanza e la documentazione, sentita,
per gli impianti di cui agli artt. 36 e 37, la Commissione tecnica, trasmesse
al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato il proprio
parere, prescrivendo eventualmente l'osservanza di determinati limiti
e condizioni per l'esercizio.
4. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato
rilascia la licenza di esercizio, condizionandola all'osservanza delle
eventuali prescrizioni definite dall'ANPA che vigila sulla loro osservanza.
5. L'esercente deve tenere aggiornati in tutte le fasi,
gli appositi registri di esercizio. L'esercente è tenuto inoltre ad osservare
le disposizioni di cui agli artt. 46, 47, 48, 49 e gli obblighi di cui
al capo X.
Art. 51
(Reattori di ricerca)
1. Per gli impianti con reattore di ricerca di potenza non
superiore a 100 chilowatt termici non si applica la procedura prevista
dagli artt. 38 e 39.
2. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
prima del rilascio della autorizzazione o del nulla osta, richiede il
parere dell'ANPA, che lo rilascia sentita la Commissione tecnica.
3. Per i reattori di ricerca di potenza maggiore si applicano
integralmente le disposizioni previste dal presente capo.
Art. 52
(Depositi e complessi nucleari sottocritici)
1. L'esercizio di un deposito di materie fissili speciali
o di combustibili nucleari di cui all'art. 7, lettera g) e quello dei
complessi nucleari sottocritici di cui all'art. 7, lett. b), sono subordinati
all'autorizzazione del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
di intesa con i Ministri dell'interno, del lavoro e della previdenza sociale
e della sanità, sentito il parere dell'ANPA che lo rilascia sentita la
Commissione tecnica se si tratta di combustibili nucleari irradiati. Nel
decreto di autorizzazione possono essere stabilite speciali prescrizioni.
Art. 53
(Depositi temporanei ed occasionali)
1. Il deposito temporaneo ed occasionale di materie fissili
speciali o di combustibili nucleari non irradiati, purchè conservati negli
imballaggi di trasporto e nelle quantità autorizzate per le singole spedizioni,
può essere costituito per non oltre trenta giorni con il nulla osta del
prefetto che lo rilascia secondo le procedure del decreto di cui all'art.
27, ferme tutte le disposizioni di cui alla legge 31 dicembre 1962, n.
1860, sull'obbligo della garanzia finanziaria per la responsabilità civile
di cui agli artt. 19, 20 e 21 della stessa legge. Per i depositi di zona
portuale e aeroportuale il nulla osta è rilasciato dal comando di porto,
sentito il dirigente dell'ufficio di sanità marittima, o dal direttore
della circoscrizione aeroportuale.
2. Del deposito temporaneo ed occasionale deve essere data
preventiva comunicazione all'ANPA ed al comando provinciale dei vigili
del fuoco e nei casi di deposito in zona portuale o aeroportuale, anche
al prefetto.
3. La sosta tecnica in corso di trasporto effettuata per
non oltre ventiquattro ore non è soggetta alle disposizioni del presente
articolo.
Art. 54
(Sorveglianza locale della radioattività
ambientale)
1. Il titolare dell'autorizzazione o del nulla osta e l'esercente
sono tenuti a provvedere alle attrezzature per la sorveglianza permanente
del grado di radioattività dell'atmosfera, delle acque, del suolo e degli
alimenti nelle zone sorvegliate e nelle zone limitrofe ed alle relative
determinazioni.
Art. 55
(Autorizzazione per la disattivazione degli
impianti nucleari)
1. L'esecuzione delle operazioni connesse alla disattivazione
di un impianto nucleare è soggetta ad autorizzazione preventiva da parte
del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti
i Ministeri dell'ambiente, dell'interno, del lavoro e della previdenza
sociale e della sanità, la regione o provincia autonoma interessata e
l'ANPA, su istanza del titolare della licenza. Detta autorizzazione è
rilasciata, ove necessario, per singole fasi intermedie rispetto allo
stato ultimo previsto.
2. La suddivisione in fasi intermedie deve essere giustificata
nell'ambito di un piano globale di disattivazione, da allegare all'istanza
di autorizzazione relativa alla prima fase.
3. Per ciascuna fase, copia dell'istanza di autorizzazione
deve essere inviata alle amministrazioni di cui al comma 1 e all'ANPA,
unitamente al piano delle operazioni da eseguire, a una descrizione dello
stato dell'impianto, comprendente anche l'inventario delle materie radioattive
presenti, all'indicazione dello stato dell'impianto stesso al termine
della fase, alle analisi di sicurezza concernenti le operazioni da eseguire
e lo stato dell'impianto a fine operazioni, all'indicazione della destinazione
dei materiali radioattivi di risulta, ad una stima degli effetti sull'ambiente
esterno ed a un programma di radioprotezione anche per l'eventualità di
un'emergenza. Nel piano il titolare della licenza di esercizio propone
altresì i momenti a partire dai quali vengono meno i presupposti tecnici
per l'osservanza delle singole disposizioni del presente decreto e delle
prescrizioni attinenti all'esercizio dell'impianto.
Art. 56
(Procedura per il rilascio dell'autorizzazione
alla disattivazione -
Svolgimento delle operazioni)
1. Le Amministrazioni di cui all'art. 55 trasmettono all'ANPA,
non oltre sessanta giorni dal ricevimento della documentazione prevista
allo stesso art. 55, le proprie eventuali osservazioni.
2. L'ANPA, esaminata l'istanza di autorizzazione e la relativa
documentazione e tenendo conto delle osservazioni delle amministrazioni
di cui al comma 1, predispone e trasmette alle stesse amministrazioni
una relazione con le proprie valutazioni e con l'indicazione degli eventuali
limiti e condizioni da osservare.
3. Le amministrazioni di cui al comma 2, non oltre trenta
giorni dal ricevimento della relazione trasmettono le loro osservazioni
finali all'ANPA la quale, sentita la Commissione tecnica, predispone e
trasmette al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato
il proprio parere con l'indicazione delle eventuali prescrizioni.
4. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
rilascia l'autorizzazione di cui all'art. 55, condizionandola all'osservanza
delle eventuali prescrizioni definite dall'ANPA.
5. L'esecuzione delle operazioni avviene sotto la vigilanza
dell'ANPA che, in relazione al loro avanzamento e sulla base di specifica
istanza del titolare dell'autorizzazione, verifica l'effettivo venir meno
dei presupposti tecnici per l'osservanza delle singole disposizioni del
presente decreto e delle prescrizioni emanate.
Art. 57
(Rapporto conclusivo)
1. Il titolare dell'autorizzazione, al termine delle operazioni
di cui all'art. 56, trasmette all'ANPA uno o più rapporti atti a documentare
le operazioni eseguite e lo stato dell'impianto e del sito.
2. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
sentite le amministrazioni interessate e l'ANPA, emette, con proprio decreto,
le eventuali prescrizioni connesse con lo stato dell'impianto e del sito
al termine delle operazioni.
Art. 58
(Inosservanza delle prescrizioni - Sospensioni
- Revoche)
1. Il titolare dei provvedimenti autorizzativi di cui al
presente capo è tenuto alla esecuzione dei progetti come approvati dall'ANPA.
Egli deve altresì osservare le prescrizioni impartite con detti provvedimenti.
2. Nel caso di inosservanza delle prescrizioni contenute
negli atti di autorizzazione, nel nulla osta o nella licenza di esercizio,
oppure di difformità della esecuzione dai progetti approvati dall'ANPA,
il Ministro dell'industria e del commercio e dell'artigianato contesta
all'interessato l'inosservanza. Quest'ultimo può fornire le proprie giustificazioni
entro il termine di trenta giorni. Decorso tale termine, il Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, con proprio decreto, sentita l'ANPA,
può imporre al titolare delle autorizzazioni, del nulla osta o all'esercente
di adempiere, in un termine stabilito, alle modifiche delle opere di esecuzione,
ovvero alla osservanza delle prescrizioni.
3. Nel caso di inottemperanza agli adempimenti suddetti
da parte del titolare delle autorizzazioni, del nulla osta o da parte
dell'esercente, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
qualora ricorrano motivi di urgenza ai fini della sicurezza nucleare o
della protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione, può sospendere
con proprio decreto, per una durata di tempo non superiore a sei mesi,
l'autorizzazione, il nulla osta o la licenza di esercizio.
4. Nei casi di constatata grave o ripetuta inottemperanza
agli adempimenti di cui al comma 2, il Ministro dell'industria, del commercio
e dell'artigianato revoca con proprio decreto l'autorizzazione, il nulla
osta o la licenza di esercizio.
5. Prima dell'adozione dei provvedimenti di cui ai commi
3 e 4 il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato deve
sentire la Commissione tecnica, di cui all'art. 9, per gli impianti di
cui agli artt. 36 e 37, e nei casi di revoca deve procedere di intesa
con i Ministri dell'interno, del lavoro e della previdenza sociale, della
sanità e le altre amministrazioni interessate, sentita l'ANPA.
6. Nei provvedimenti di sospensione o di revoca devono essere
indicate, ove necessario, le disposizioni per assicurare la sicurezza
nucleare e la protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione.
Capo VIII
PROTEZIONE SANITARIA DEI LAVORATORI
Art. 59
(Attività disciplinate - Vigilanza)
1. Le norme del presente capo si applicano alle attività
di cui all'art. 1 alle quali siano addetti lavoratori subordinati o ad
essi equiparati ai sensi dell'art. 60, ivi comprese le attività esercitate
dallo Stato, dagli enti pubblici, territoriali e non territoriali, dagli
organi del servizio sanitario nazionale, dagli istituti di istruzione,
dalle università e dai laboratori di ricerca.
2. La vigilanza per la tutela dai rischi da radiazioni dei
lavoratori addetti alle attività di cui al comma 1 è affidata, oltre che
all'ANPA, al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, che la esercita
a mezzo dell'Ispettorato del lavoro e, nel caso di macchine radiogene,
agli organi del servizio sanitario nazionale competenti per territorio.
3. E' fatta salva l'apposita disciplina prevista per le
attività di cui al capo IV.
4. Il rispetto delle norme del presente capo non esaurisce
gli obblighi cui sono tenuti i datori di lavoro, i dirigenti, i preposti,
i lavoratori e i medici competenti, ai sensi del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, per il quale restano altresì ferme le attribuzioni
in ordine alle funzioni di vigilanza stabilite ai sensi dello stesso decreto.
Art. 60
(Definizione di lavoratore subordinato)
1. Agli effetti delle disposizioni di cui all'art. 59 per
lavoratore subordinato si intende ogni persona che presti il proprio lavoro
alle dipendenze di un datore di lavoro, esclusi gli addetti ai servizi
domestici e familiari, con rapporti di lavoro subordinato anche speciale.
Sono equiparati i soci lavoratori di cooperative o di società, anche di
fatto, e gli utenti dei servizi di orientamento o di formazione scolastica,
universitaria e professionale avviati presso datori di lavoro per agevolare
o per perfezionare le loro scelte professionali. Sono altresì equiparati
gli allievi degli istituti di istruzione e universitari, e i partecipanti
ai corsi di formazione professionale, nonchè coloro i quali, a qualsiasi
titolo, prestino presso terzi la propria opera professionale.
2. E' vietato adibire alle attività disciplinate dal presente
decreto i lavoratori di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877.
Art. 61
(Obblighi dei datori di lavoro, dirigenti
e preposti)
1. I datori di lavoro ed i dirigenti che rispettivamente
eserciscono e dirigono le attività disciplinate dal presente decreto ed
i preposti che vi sovraintendono devono, nell'ambito delle rispettive
attribuzioni e competenze, attuare le cautele di protezione e di sicurezza
previste dal presente capo e dai provvedimenti emanati in applicazione
di esso.
2. I datori di lavoro, prima dell'inizio delle attività
di cui al comma 1, debbono acquisire da un esperto qualificato di cui
all'art. 77 una relazione scritta contenente le valutazioni e le indicazioni
di radioprotezione inerenti alle attività stesse. A tal fine i datori
di lavoro forniscono all'esperto qualificato i dati, gli elementi e le
informazioni necessarie. La relazione costituisce il documento di cui
all'art. 4, comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,
per gli aspetti concernenti i rischi da radiazioni ionizzanti.
3. Sulla base delle indicazioni della relazione di cui al
comma 2, e successivamente di quelle di cui all'art. 80, i datori di lavoro,
i dirigenti e i preposti devono in particolare:
a) provvedere affinchè gli ambienti di lavoro in cui sussista
un rischio da radiazioni vengano, nel rispetto delle disposizioni contenute
nel decreto di cui all'art. 82, individuati, delimitati, segnalati, classificati
in zone e che l'accesso ad essi sia adeguatamente regolamentato;
b) provvedere affinchè i lavoratori interessati siano classificati
ai fini della radioprotezione nel rispetto delle disposizioni contenute
nel decreto di cui all'art. 82;
c) predisporre norme interne di protezione e sicurezza adeguate
al rischio di radiazioni e curare che copia di dette norme sia consultabile
nei luoghi frequentati dai lavoratori, ed in particolare nelle zone controllate;
d) fornire ai lavoratori, ove necessari, i mezzi di sorveglianza
dosimetrica e di protezione, in relazione ai rischi cui sono esposti;
e) rendere edotti i lavoratori, nell'ambito di un programma
di formazione finalizzato alla radioprotezione, in relazione alle mansioni
cui essi sono addetti, dei rischi specifici cui sono esposti, delle norme
di protezione sanitaria, delle conseguenze derivanti dalla mancata osservanza
delle prescrizioni mediche, delle modalità di esecuzione del lavoro e
delle norme interne di cui alla lettera c);
f) provvedere affinchè i singoli lavoratori osservino le
norme interne di cui alla lettera c), usino i mezzi di cui alla lettera
d) ed osservino le modalità di esecuzione del lavoro di cui alla lettera
e);
g) provvedere affinchè siano indicate, mediante appositi
contrassegni, le sorgenti di radiazioni ionizzanti, fatta eccezione per
quelle non sigillate in corso di manipolazione;
h) fornire al lavoratore i risultati relativi alla sorveglianza
dosimetrica che lo riguardano direttamente.
4. Per gli obblighi previsti nel comma 3 ad esclusione di
quelli previsti alla lettera f), nei casi in cui occorre assicurare la
sorveglianza fisica ai sensi dell'art. 75, i datori di lavoro, dirigenti
e preposti di cui al comma 1 devono avvalersi degli esperti qualificati
di cui all'art. 77 e, per gli aspetti medici, dei medici di cui all'art.
83; nei casi in cui non occorre assicurare la sorveglianza fisica, essi
sono tenuti comunque ad adempiere alle disposizioni di cui alle lettere
c), e), f), nonchè a fornire i mezzi di protezione eventualmente necessari
di cui alla lettera d).
5. Tutti gli oneri economici relativi alla sorveglianza
fisica e medica della radioprotezione sono a carico del datore di lavoro.
Art. 62
(Obblighi delle imprese esterne)
1. Il datore di lavoro di impresa esterna di cui all'art.
6, lettera q) assicura, direttamente o mediante accordi contrattuali con
i terzi, la tutela dei propri lavoratori dai rischi da radiazioni ionizzanti
in conformità alle disposizioni del presente capo ed a quelle emanate
in applicazione di esso.
2. In particolare il datore di lavoro dell'impresa esterna
è tenuto a:
a) assicurare per quanto di propria competenza il rispetto
dei principi generali di cui all'art. 2, lett. a) e b) e dei limiti di
esposizione di cui all'art. 96;
b) rendere edotti i lavoratori, nell'ambito di un programma
di formazione finalizzato alla radioprotezione, delle norme di protezione
sanitaria e delle altre informazioni di cui all'art. 61, lett. e), fatto
salvo l'obbligo dei terzi di informazione specifica sui rischi di cui
all'art. 63;
c) curare che vengano effettuate le valutazioni periodiche
della dose individuale e che le relative registrazioni siano riportate
nelle schede personali di cui all'art. 81;
d) curare che i lavoratori vengano sottoposti alla sorveglianza
medica e che i relativi giudizi di idoneità siano riportati nel documento
sanitario personale di cui all'art. 90;
e) istituire per ogni lavoratore e consegnare al medesimo,
prima di ogni prestazione, il libretto personale di radioprotezione di
cui al comma 3 ed assicurarsi della sua compilazione.
3. Con il decreto di cui all'art. 81, comma 6, sono stabilite
le modalità di istituzione e di tenuta del libretto personale di radioprotezione
di cui al comma 2, lett. e); il libretto deve in particolare contenere
i dati relativi alla valutazione delle dosi inerenti all'attività svolta,
nonchè i giudizi medici di idoneità e le relative limitazioni di validità.
4. L'attività di datore di lavoro delle imprese esterne
è soggetta a notifica al Ministero del lavoro e della previdenza sociale
o ad autorizzazione rilasciata dallo stesso Ministero, in relazione all'entità
dei rischi cui i lavoratori possono essere esposti, nei casi e con le
modalità stabilite con decreto del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministero della sanità, sentita l'ANPA.
5. Gli obblighi di notifica o di autorizzazione non si applicano
alle amministrazioni che esercitano la vigilanza ai sensi del presente
decreto.
Art. 63
(Obblighi degli esercenti zone controllate
che si avvalgono di lavoratori esterni)
1. Gli esercenti una o più zone controllate, i quali si
avvalgono di lavoratori esterni, sono tenuti ad assicurarne la tutela
dai rischi da radiazioni ionizzanti, direttamente o mediante accordi contrattuali
con l'impresa esterna da cui detti lavoratori dipendono oppure con il
lavoratore stesso, se autonomo, e rispondono degli aspetti della tutela
che siano direttamente collegati con il tipo di zona controllata e di
prestazione richiesta ai lavoratori esterni.
2. In particolare, per ogni lavoratore esterno che effettua
prestazioni in zona controllata l'esercente la zona controllata è tenuto
a:
a) accertarsi, tramite il libretto personale di radioprotezione
di cui all'art. 62, che il lavoratore, prima di effettuare la prestazione
nella zona controllata, sia stato riconosciuto idoneo da un medico autorizzato
al tipo di rischio connesso con la prestazione stessa;
b) assicurarsi che il lavoratore esterno abbia ricevuto
o comunque riceva, oltre alla informazione di cui all'art. 62, lett. b),
una formazione specifica in rapporto alle caratteristiche particolari
della zona controllata ove la prestazione va effettuata;
c) assicurarsi che il lavoratore esterno sia dotato dei
mezzi di protezione individuale, ove necessari;
d) accertarsi che il lavoratore esterno sia dotato dei mezzi
di sorveglianza dosimetrica individuale adeguati al tipo di prestazione
e che fruisca della sorveglianza dosimetrica ambientale eventualmente
necessaria;
e) curare il rispetto, per quanto di propria competenza,
dei principi generali di cui all'art. 2, lett. a) e b) e dei limiti di
esposizione di cui all'art. 96;
f) adottare le misure necessarie affinchè vengano registrate
sul libretto individuale di radioprotezione le valutazioni di dose inerenti
alla prestazione.
Art. 64
(Obblighi dei lavoratori autonomi)
1. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui agli
artt. 62 e 63 i lavoratori autonomi i quali svolgano presso terzi attività
che comportino la classificazione come lavoratori di categoria A sono
tenuti ad assolvere, ai fini della propria tutela, agli obblighi previsti
dal presente decreto.
Art. 65
(Altre attività presso terzi)
1. Fuori dei casi previsti negli artt. 62, 63 e 67, il datore
di lavoro per conto del quale lavoratori subordinati o ad essi equiparati
prestano la propria opera presso uno o più impianti, stabilimenti, laboratori
o sedi gestiti da terzi, ove vengono svolte attività disciplinate dal
presente decreto tali da comportare per i lavoratori anzidetti la classificazione
di lavoratori esposti, è tenuto ad assicurare la tutela dei lavoratori
dai rischi da radiazioni ionizzanti in conformità alle norme del presente
capo ed alle disposizioni emanate in applicazione di esso, in relazione
all'entità complessiva del rischio.
2. Il datore di lavoro deve svolgere presso i terzi esercenti
le azioni necessarie affinchè venga comunque assicurato il rispetto di
quanto disposto al comma 1, anche ai fini del coordinamento delle misure
da adottare, fermi restando gli obblighi dei terzi esercenti stessi, derivanti
dalle disposizioni del presente capo, per gli aspetti operativi della
radioprotezione direttamente connessi con la natura dell'attività da essi
svolta e dell'intervento che i lavoratori sono chiamati a compiere.
Art. 66
(Molteplicità di datori di lavoro)
1. Nel caso di lavoratori i quali svolgono per più datori
di lavoro attività che li espongono a rischi di radiazioni ionizzanti,
ciascun datore di lavoro è tenuto a richiedere agli altri datori di lavoro
ed ai lavoratori, e a fornire quando richiesto, le informazioni necessarie
al fine di garantire il rispetto delle norme del presente capo e, in particolare,
dei limiti di dose.
Art. 67
(Lavoratori autonomi e dipendenti da terzi,
con particolari
compiti nell'ambito aziendale)
1. I datori di lavoro e i dirigenti che eserciscono e dirigono
le attività indicate nell'art. 59 ed i preposti che vi sovraintendono,
devono rendere edotti, in relazione alle mansioni cui sono addetti, i
lavoratori autonomi e quelli dipendenti da terzi, che svolgono nell'ambito
aziendale attività diverse da quelle proprie dei lavoratori esposti, dei
rischi specifici da radiazioni esistenti nei luoghi in cui siano chiamati
a prestare la loro opera. Essi devono inoltre fornire ai predetti lavoratori
i necessari mezzi di protezione ed assicurarsi dell'impiego di tali mezzi.
2. E' vietato adibire i lavoratori di cui al comma 1 ad
attività che li espongono al rischio di superare i limiti di dose fissati
per gli stessi ai sensi dell'art. 96.
Art. 68
(Obblighi dei lavoratori)
1. I lavoratori devono:
a) osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro
o dai suoi incaricati, ai fini della protezione individuale e collettiva
e della sicurezza, a seconda delle mansioni alle quali sono addetti;
b) usare secondo le specifiche istruzioni i dispositivi
di sicurezza, i mezzi di protezione e di sorveglianza dosimetrica predisposti
o forniti dal datore di lavoro;
c) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente
o al preposto le deficienze dei dispositivi e dei mezzi di sicurezza,
di protezione e di sorveglianza dosimetrica, nonchè le eventuali condizioni
di pericolo di cui vengono a conoscenza;
d) non rimuovere nè modificare, senza averne ottenuto l'autorizzazione,
i dispositivi, e gli altri mezzi di sicurezza, di segnalazione, di protezione
e di misurazione;
e) non compiere, di propria iniziativa, operazioni o manovre
che non sono di loro competenza o che possono compromettere la protezione
e la sicurezza;
f) sottoporsi alla sorveglianza medica ai sensi del presente
decreto.
2. I lavoratori che svolgono, per più datori di lavoro,
attività che li espongano al rischio da radiazioni ionizzanti, devono
rendere edotto ciascun datore di lavoro delle attività svolte presso gli
altri, ai fini di quanto previsto al precedente art. 66. Analoga dichiarazione
deve essere resa per eventuali attività pregresse. I lavoratori esterni
sono tenuti ad esibire il libretto personale di radioprotezione all'esercente
le zone controllate prima di effettuare le prestazioni per le quali sono
stati chiamati.
Art. 69
(Disposizioni particolari per le lavoratrici)
1. Ferma restando l'applicazione delle norme speciali concernenti
la tutela delle lavoratrici madri, le donne gestanti non possono svolgere
attività che le espongono al rischio di superare i limiti di dose stabiliti
per i lavoratori non esposti ai sensi dell'art. 96.
2. E' fatto obbligo alle lavoratrici di notificare al datore
di lavoro il proprio stato di gestazione, non appena accertato.
3. E' altresì vietato adibire le donne che allattano ad
attività comportanti un rischio di contaminazione.
Art. 70
(Apprendisti e studenti)
1. Ai fini del presente capo gli apprendisti e gli studenti
sono suddivisi nelle categorie definiti ai sensi dell'art. 82.
Art. 71
(Minori)
1. I minori di anni diciotto non possono esercitare attività
proprie dei lavoratori esposti.
2. Gli apprendisti e gli studenti, ancorchè minori di anni
diciotto, possono ricevere dosi superiori ai limiti previsti per le persone
del pubblico in relazione alle specifiche esigenze della loro attività
di studio o di apprendistato, secondo le modalità di esposizione stabilite
ai sensi dell'art. 96.
Art. 72
(Ottimizzazione della protezione)
1. In conformità ai principi generali di cui al capo I del
presente decreto, nell'esercizio delle attività di cui all'art. 59 il
datore di lavoro è tenuto ad attuare tutte le misure di sicurezza e protezione
idonee a ridurre le esposizioni dei lavoratori al livello più basso ragionevolmente
ottenibile, tenendo conto dei fattori economici e sociali.
2. Ai fini di quanto previsto dal comma 1, gli impianti,
le apparecchiature, le attrezzature, le modalità operative concernenti
le attività di cui all'art. 59 debbono essere rispondenti alle norme specifiche
di buona tecnica, ovvero garantire un equivalente livello di radioprotezione.
Art. 73
(Provvedimenti e misure relativi al rispetto
dei limiti di esposizione)
1. I datori di lavoro, i dirigenti ed i preposti, nell'ambito
delle rispettive attribuzioni e competenze, devono adottare i provvedimenti
idonei ad evitare che vengano superati i limiti di dose fissati, per le
diverse modalità di esposizione, con il decreto di cui all'art. 96, per:
a) i lavoratori esposti;
b) gli apprendisti e studenti;
c) i lavoratori non esposti;
d) i lavoratori autonomi e dipendenti da terzi di cui al
precedente art. 67.
2. I soggetti di cui al comma 1 debbono altresì adottare
i provvedimenti idonei ad assicurare il rispetto dei limiti e delle condizioni
di esposizione fissati con il decreto di cui all'art. 96 per le lavoratrici,
le apprendiste e le studentesse in età fertile.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai
casi di cui all'art. 96, comma 5.
Art. 74
(Esposizioni accidentali o di emergenza)
1. Dopo ogni esposizione accidentale o di emergenza i datori
di lavoro, i dirigenti ed i preposti, nell'ambito delle rispettive attribuzioni
e competenze, devono acquisire dall'esperto qualificato una apposita relazione
tecnica, dalla quale risultino le circostanze ed i motivi dell'esposizione
stessa per quanto riscontrabili dall'esperto qualificato, nonchè la valutazione
delle dosi relativamente ai lavoratori interessati. Resta fermo quanto
disposto dall'art. 91.
2. Alle esposizioni di emergenza possono essere sottoposti
soltanto i soccorritori di protezione civile ed i volontari. Costoro devono
essere preventivamente resi edotti dei rischi e dotati di adeguati mezzi
di protezione, in relazione alle circostanze in cui avviene l'esposizione.
3. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con
i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della sanità, per il
coordinamento della protezione civile e dell'industria, del commercio
e dell'artigianato sono stabilite le modalità ed i livelli di esposizioni
di emergenza dei soccorritori di protezione civile e dei volontari.
4. Per le attività estrattive gli interventi di soccorso
sono effettuati da personale volontario appositamente addestrato.
Art. 75
(Sorveglianza fisica)
1. La sorveglianza fisica della protezione dei lavoratori
e della popolazione deve essere effettuata ove le attività svolte comportino
la classificazione degli ambienti di lavoro in una o più zone controllate
o sorvegliate, ovvero comportino la classificazione degli addetti come
lavoratori esposti.
2. I datori di lavoro esercenti le attività disciplinate
dal presente decreto devono provvedere ad assicurare la sorveglianza fisica,
effettuata ai sensi delle disposizioni contenute nel decreto di cui all'art.
82, sulla base delle indicazioni della relazione di cui all'art. 61, comma
2, e, successivamente, di quella di cui all'art. 80, comma 1.
Art. 76
(Servizi di dosimetria)
1. Ferme restando le competenze previste dalla vigente normativa,
chiunque svolge attività di servizio di dosimetria individuale, anche
per le attività disciplinate al capo IV, è soggetto alla vigilanza dell'ANPA
e, a tale fine, comunica all'ANPA medesima, entro trenta giorni, l'avvenuto
inizio delle attività.
2. I soggetti di cui al comma 1 trasmettono all'ISPESL e
all'ANPA, con le modalità da questa specificate, i risultati delle misurazioni
effettuate, ai fini del loro inserimento in un archivio nazionale dei
lavoratori esposti, da istituire con decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, sentita
l'ANPA.
Art. 77
(Esperti qualificati)
1. Il datore di lavoro deve assicurare la sorveglianza fisica
per mezzo di esperti qualificati.
2. Il datore di lavoro deve comunicare all'Ispettorato provinciale
del lavoro competente per territorio e, per le attività estrattive, anche
all'ingegnere capo dell'ufficio periferico competente per territorio,
i nominativi degli esperti qualificati prescelti, allegando altresì la
dichiarazione di accettazione dell'incarico.
3. E' consentito che mansioni strettamente esecutive, inerenti
alla sorveglianza fisica della protezione contro le radiazioni, siano
affidate dal datore di lavoro a personale non provvisto dell'abilitazione
di cui all'art. 78, scelto d'intesa con l'esperto qualificato e che operi
secondo le direttive e sotto la responsabilità dell'esperto qualificato
stesso.
4. Il datore di lavoro è tenuto a fornire i mezzi e le informazioni,
nonchè ad assicurare le condizioni necessarie all'esperto qualificato
per lo svolgimento dei suoi compiti.
5. Le funzioni di esperto qualificato non possono essere
assolte dalla persona fisica del datore di lavoro nè dai dirigenti che
eserciscono e dirigono l'attività disciplinata, nè dai preposti che ad
essa sovrintendono, nè dagli addetti alla vigilanza di cui all'art. 59,
comma 2.
Art. 78
(Abilitazione degli esperti qualificati:
elenco nominativo)
1. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministro della sanità, è istituito, presso
l'Ispettorato medico centrale del lavoro, un elenco nominativo degli esperti
qualificati, ripartito secondo i seguenti gradi di abilitazione:
a) abilitazione di primo grado, per la sorveglianza fisica
delle sorgenti costituite da apparecchi radiologici che accelerano elettroni
con tensione massima applicata al tubo, inferiore a 400 kV;
b) abilitazione di secondo grado, per la sorveglianza fisica
delle sorgenti costituite da macchine radiogene con energia degli elettroni
accelerati compresa tra 400 keV e 10 MeV, o da materie radioattive, incluse
le sorgenti di neutroni la cui produzione media nel tempo, su tutto l'angolo
solido, sia non superiore a 104
neutroni al secondo;
c) abilitazione di terzo grado, per la sorveglianza fisica
degli impianti come definiti all'art. 7 del capo II del presente decreto
e delle altre sorgenti di radiazioni diverse da quelle di cui alle lettere
a) e b).
2. L'abilitazione di grado superiore comprende quelle di
grado inferiore.
3. Con lo stesso decreto di cui al comma 1, sentita l'ANPA,
sono stabiliti i titoli di studio e la qualificazione professionale, nonchè
le modalità per la formazione professionale, per l'accertamento della
capacità tecnica e professionale richiesta per l'iscrizione nell'elenco
di cui al comma 1 e per l'eventuale sospensione o cancellazione dal medesimo,
fermo restando quanto stabilito all'art. 93 per i casi di inosservanza
dei compiti.
Art. 79
(Attribuzioni dell'esperto qualificato)
1. L'esperto qualificato, nell'esercizio della sorveglianza
fisica per conto del datore di lavoro deve:
a) effettuare la valutazione di radioprotezione di cui all'art.
61 e dare indicazioni al datore di lavoro nella attuazione dei compiti
di cui al predetto articolo ad esclusione di quelli previsti alle lettere
f) e h);
b) effettuare l'esame e la verifica delle attrezzature,
dei dispositivi e degli strumenti di protezione, ed in particolare:
1) procedere all'esame preventivo e rilasciare il relativo
benestare, dal punto di vista della sorveglianza fisica, dei progetti
di installazioni che comportano rischi di esposizione, dell'ubicazione
delle medesime all'interno dello stabilimento in relazione a tali rischi,
nonchè delle modifiche alle installazioni le quali implicano rilevanti
trasformazioni delle condizioni, dell'uso o della tipologia delle sorgenti;
2) effettuare la prima verifica, dal punto di vista della
sorveglianza fisica, di nuove installazioni e delle eventuali modifiche
apportate alle stesse;
3) eseguire la verifica periodica dell'efficacia dei dispositivi
e delle tecniche di radioprotezione;
4) effettuare la verifica periodica delle buone condizioni
di funzionamento degli strumenti di misurazione;
c) effettuare una sorveglianza ambientale di radioprotezione
nelle zone controllate e sorvegliate;
d) procedere alla valutazione delle dosi e delle introduzioni
di radionuclidi relativamente ai lavoratori esposti;
e) assistere, nell'ambito delle proprie competenze, il datore
di lavoro nell'individuazione e nell'adozione delle azioni da compiere
in caso di incidente.
2. La valutazione della dose individuale per i lavoratori
di categoria A derivanti da esposizioni esterne deve essere eseguita,
a norma dell'art. 75, mediante uno o più apparecchi di misura individuali
nonchè in base ai risultati della sorveglianza ambientale di cui al comma
1, lett. c).
3. La valutazione della dose individuale per i lavoratori
di categoria A derivanti da esposizioni interne deve essere eseguita in
base ad idonei metodi fisici e/o radiotossicologici.
4. Qualora la valutazione individuale delle dosi con i metodi
di cui ai commi 2 e 3 risulti per particolari condizioni impossibile o
insufficiente, la valutazione di essa può essere effettuata sulla scorta
dei risultati della sorveglianza dell'ambiente di lavoro o a partire da
misurazioni individuali compiute su altri lavoratori esposti.
5. La valutazione della dose ricevuta o impegnata dai lavoratori
esposti che non sono classificati in categoria A può essere eseguita sulla
scorta dei risultati della sorveglianza fisica dell'ambiente di lavoro.
6. L'esperto qualificato comunica per iscritto al medico
autorizzato, almeno ogni sei mesi, le valutazioni delle dosi ricevute
o impegnate dai lavoratori di categoria A e con periodicità almeno annuale,
al medico addetto alla sorveglianza medica, quelle relative agli altri
lavoratori esposti. In caso di esposizioni accidentali o di emergenza
la comunicazione delle valutazioni basate sui dati disponibili deve essere
immediata e, ove necessario, tempestivamente aggiornata.
7. L'esperto qualificato deve inoltre procedere alle analisi
e valutazioni necessarie ai fini della sorveglianza fisica della protezione
della popolazione secondo i principi di cui al capo IX del presente decreto;
in particolare deve effettuare la valutazione preventiva dell'impegno
di dose derivante dall'attività e, in corso di esercizio, delle dosi ricevute
o impegnate dai gruppi di riferimento della popolazione in condizioni
normali, nonchè la valutazione delle esposizioni in caso di incidente.
A tal fine i predetti gruppi di riferimento debbono essere identificati
sulla base di valutazioni ambientali, adeguate alla rilevanza dell'attività
stessa, che tengano conto delle diverse vie di esposizione.
Art. 80
(Comunicazioni al datore di lavoro e relativi
adempimenti)
1. In base alle valutazioni relative all'entità del rischio,
l'esperto qualificato indica, con apposita relazione scritta, al datore
di lavoro:
a) l'individuazione e la classificazione delle zone ove
sussiste rischio da radiazioni;
b) la classificazione dei lavoratori addetti, previa definizione
da parte del datore di lavoro delle attività che questi debbono svolgere;
c) la frequenza delle valutazioni di cui all'art. 79;
d) tutti i provvedimenti di cui ritenga necessaria l'adozione,
al fine di assicurare la sorveglianza fisica, di cui all'art. 75, dei
lavoratori esposti e della popolazione;
e) la valutazione delle dosi ricevute e impegnate, per tutti
i lavoratori esposti e per gli individui dei gruppi di riferimento, con
la frequenza stabilita ai sensi della lett. c).
2. Il datore di lavoro provvede ai necessari adempimenti
sulla base delle indicazioni di cui al comma 1; si assicura altresì che
l'esperto qualificato trasmetta al medico addetto alla sorveglianza medica
i risultati delle valutazioni di cui alla lettera e) del comma 1 relative
ai lavoratori esposti, con la periodicità prevista all'art. 79, comma
6.
3. Il datore di lavoro garantisce le condizioni per la collaborazione,
nell'ambito delle rispettive competenze, tra l'esperto qualificato e il
servizio di prevenzione e protezione di cui all'art. 8 del decreto legislativo
19 settembre 1994, n. 626. L'esperto qualificato è in particolare chiamato
a partecipare alle riunioni periodiche di cui all'art. 11 del decreto
legislativo predetto.
Art. 81
(Documentazione relativa alla sorveglianza
fisica
della protezione)
1. L'esperto qualificato deve provvedere, per conto del
datore di lavoro, ad istituire e tenere aggiornata la seguente documentazione:
a) la relazione di cui all'art. 61, comma 2 e all'art. 80,
comma 1, relativa all'esame preventivo dei progetti e delle eventuali
modifiche, nonchè le valutazioni di cui all'art. 79, comma 1, lett. b),
n. 1;
b) le valutazioni di cui all'art. 79, comma 1, lett. c),
e comma 5, nonchè i verbali di controllo di cui allo stesso articolo,
comma 1, lett. b), nn. 3) e 4);
c) i verbali dei controlli di cui al comma 1, lett. b),
n. 2, dello stesso art. 79 e dei provvedimenti di intervento da lui adottati
e prescritti, nonchè copia delle prescrizioni e delle disposizioni formulate
dagli organi di vigilanza divenute esecutive;
d) le schede personali sulle quali devono essere annotati
i risultati delle valutazioni delle dosi individuali e delle introduzioni
individuali; le dosi derivanti da eventuali esposizioni accidentali, di
emergenza o da altre modalità di esposizione debbono essere annotate,
separatamente, in ciascuna scheda;
e) le relazioni sulle circostanze ed i motivi inerenti alle
esposizioni accidentali o di emergenza di cui all'art. 74, comma 1, nonchè
alle altre modalità di esposizione.
2. Per i lavoratori di cui agli artt. 62 e 65 nelle schede
personali devono essere annotati tutti i contributi alle esposizioni lavorative
individuali.
3. Il datore di lavoro deve conservare:
a) per almeno cinque anni dalla data di compilazione la
documentazione di cui al comma 1, lett. b);
b) sino a cinque anni dalla cessazione dell'attività di
impresa che comporta esposizioni alle radiazioni ionizzanti la documentazione
di cui al comma 1, lett. a) e c);
c) sino alla cessazione del rapporto di lavoro, o dell'attività
dell'impresa comportante esposizione alle radiazioni ionizzanti, mantenendone
successivamente copia per almeno cinque anni, la documentazione di cui
al comma 1, lett. d) ed e).
4. Entro tre mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro
o dell'attività d'impresa comportante esposizione alle radiazioni ionizzanti
la documentazione di cui al comma 1, lett. d) ed e) va consegnata al medico
addetto alla sorveglianza medica che provvede alla sua trasmissione, unitamente
al documento di cui all'art. 90, all'Ispettorato medico centrale, che
assicurerà la loro conservazione nel rispetto dei termini previsti dall'art.
90, comma 3.
5. In caso di cessazione definitiva dell'attività di impresa,
i documenti di cui al comma 1, lett. a), b) e c), sono consegnati entro
sei mesi all'Ispettorato provinciale del lavoro competente per territorio
che assicurerà la loro conservazione nel rispetto dei termini e delle
modalità previsti nel presente articolo.
6. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, sentiti l'ANPA e l'ISPESL, sono determinate le modalità di tenuta
della documentazione e sono approvati i modelli della stessa.
Art. 82
(Modalità di classificazione degli ambienti
di lavoro e dei lavoratori
ai fini della radioprotezione e della sorveglianza
fisica)
1. Con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza
sociale e della sanità, sentita l'ANPA, vengono stabiliti e aggiornati:
a) i criteri per la classificazione in zone degli ambienti
di lavoro ai fini della radioprotezione;
b) i criteri per l'adozione della sorveglianza fisica e
per la classificazione dei lavoratori in categorie;
c) le categorie di classificazione, ai fini della radioprotezione,
degli apprendisti e studenti di cui all'art. 70.
2. Con lo stesso decreto sono disciplinate particolari modalità
di esposizione cui i lavoratori possono essere eventualmente soggetti.
3. I criteri, le categorie e le modalità di cui al comma
1 devono, nel rispetto degli obiettivi di radioprotezione stabiliti dalle
direttive del Consiglio delle Comunità europee, garantire comunque, con
la massima efficacia la tutela sanitaria dei lavoratori, degli apprendisti
e degli studenti dai rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti.
Art. 83
(Sorveglianza medica)
1. Il datore di lavoro deve provvedere ad assicurare mediante
uno o più medici la sorveglianza medica dei lavoratori esposti e degli
apprendisti e studenti in conformità alle norme del presente capo ed alle
disposizioni contenute nel decreto di cui all'art. 82. Tale sorveglianza
è basata sui principi che disciplinano la medicina del lavoro.
2. La sorveglianza medica dei lavoratori esposti che non
sono classificati in categoria A è assicurata tramite medici competenti
o medici autorizzati. La sorveglianza medica dei lavoratori di categoria
A è assicurata tramite medici autorizzati.
3. Il datore di lavoro non può assegnare le persone di cui
al comma 1 ad alcuna attività che le esponga al rischio di radiazioni
ionizzanti qualora le conclusioni mediche vi si oppongano.
4. Il datore di lavoro deve assicurare ai medici di cui
al comma 1 le condizioni necessarie per lo svolgimento dei loro compiti.
5. Il datore di lavoro deve consentire ai medici di cui
al comma 1 l'accesso a qualunque informazione o documentazione che questi
ritengano necessaria per la valutazione dello stato di salute dei lavoratori
esposti, e delle condizioni di lavoro incidenti, sotto il profilo medico,
sul giudizio di idoneità dei lavoratori.
6. Le funzioni di medico autorizzato e di medico competente
non possono essere assolte dalla persona fisica del datore di lavoro nè
dai dirigenti che eserciscono e dirigono l'attività disciplinata, nè dai
preposti che ad essa sovrintendono, nè dagli addetti alla vigilanza di
cui all'art. 59, comma 2.
Art. 84
(Visita medica preventiva)
1. Il datore di lavoro deve provvedere a che i lavoratori
esposti e gli apprendisti e studenti di cui all'art. 70, prima di essere
destinati ad attività che li espongono alle radiazioni ionizzanti, siano
sottoposti a visita medica a cura del medico addetto alla sorveglianza
medica.
2. ll datore di lavoro deve altresì rendere edotto il medico,
all'atto della visita, della destinazione lavorativa del soggetto, nonchè
dei rischi, ancorchè di natura diversa da quella radiologica, connessi
a tale destinazione.
3. La visita medica preventiva deve comprendere una anamnesi
completa, dalla quale risultino anche le eventuali esposizioni precedenti,
dovute sia alle mansioni esercitate sia a esami e trattamenti medici,
e un esame clinico generale completato da adeguate indagini specialistiche
e di laboratorio, per valutare lo stato generale di salute del lavoratore.
4. In base alle risultanze della visita medica preventiva
i lavoratori vengono classificati in:
a) idonei;
b) idonei a determinate condizioni;
c) non idonei.
5. Il medico comunica per iscritto al datore di lavoro il
giudizio di idoneità ed i limiti di validità del medesimo.
6. Il medico, nell'ambito della visita preventiva nonchè
in occasione delle visite previste dall'art. 85, illustra al lavoratore
il significato delle dosi ricevute, delle introduzioni di radionuclidi,
degli esami medici e radiotossicologici e gli comunica i risultati dei
giudizi di idoneità che lo riguardano.
7. Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con
il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentiti l'ISPESL, l'ISS
e l'ANPA, sono definiti criteri indicativi per la valutazione dell'idoneità
all'esposizione alle radiazioni ionizzanti.
continua
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