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LA RADIOATTIVITA' NEI MATERIALI DA COSTRUZIONE *** La presenza di radionuclidi naturali nei materiali da costruzione è
un fatto ben noto. La possibilità di inserire nella normativa di radioprotezione
dei provvedimenti per limitare lesposizione della popolazione alla
radioattività naturale si sta progressivamente facendo strada. Sempre nel 1993 in Italia il D.P.R. 246 recepisce la Direttiva della Comunità Europea 89/106/CEE concernente i prodotti da costruzione. In particolare è previsto che lopera debba essere concepita e costruita in modo da non costituire una minaccia per ligiene o la salute degli occupanti o dei vicini, causata, in particolare, dalla formazione di gas nocivi, dalla presenza nellaria di particelle o di gas pericolosi, dallemissione di radiazioni pericolose, . Tuttavia nessun limite è stato ancora stabilito in Italia riguardo alla presenza di radioattività nei materiali da costruzione. Comunque già da alcuni anni alcuni Paesi, sia Europei che non, hanno fissato nelle rispettive legislazioni nazionali un limite alla concentrazione di attività nei materiali da costruzione; questo limite è in genere indicato con un indice che deve soddisfare ad alcuni parametri. Fra i Paesi che hanno adottato questi provvedimenti rientrano, fra gli altri, lAustria, la Finlandia, il Lussemburgo, la Norvegia e la Svezia. Alcuni materiali da costruzione, in base a tali norme, sono stati dichiarati fuori legge. I radioisotopi che vengono considerati al fine di queste valutazioni sono il 226Ra, il 232Th, il 40K . Per un elenco della attivita' relativa ad alcuni materiali e' disponibile uno studio effettuato dall'Istituto di Fisica Generale Applicata dell'Universita' di Milano. Il nostro laboratorio dispone delle attrezzature e delle competenze necessarie per effettuare questo tipo di misure. Per qualsiasi informazione sulla certificazione dei materiali da costruzione, contattateci senza impegno info@radon.it
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