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L'inquinamento da Gas Radon
Il Radon e' un gas radioattivo incolore estremamente volatile
prodotto dal decadimento di tre nuclidi capostipiti che danno
luogo a tre diverse famiglie radioattive; essi sono il Thorio
232, l'Uranio 235 e l'Uranio 238. Nella tabella seguente e' riportata
la sequenza del decadimento del nuclide piu' abbondante in natura
e cioe' l'Uranio 238 responsabile della produzione dell'isotopo
Radon 222. Il thorio 232 e l'uranio 235 producono invece rispettivamente
il Rn 220 e Rn 219.
Schema di Produzione del Radon 222 - Famiglia
dell'Uranio
| Isotopo |
Radiazione |
Emivita |
| Uranio 238 |
alfa |
4.5x109 anni |
| Torio 234 |
Beta |
24.1 giorni |
| Protoattinio 234 |
Beta |
1.2 minuti |
| Uranio 234 |
alfa |
2.5x105 anni |
| Torio 230 |
alfa |
7.5x104 anni |
| Radio 226 |
alfa |
1600 anni |
| Radon 222 |
alfa |
3.8 giorni |
| Polonio 218 |
alfa |
3 minuti |
| Piombo 214 |
beta |
27 minuti |
| Bismuto 214 |
alfa e beta |
20 minuti |
| Polonio 214 |
alfa |
1.5x10-4 secondi |
| Piombo 210 |
beta |
25 anni |
| Bismuto 210 |
beta |
5 giorni |
| Polonio 210 |
alfa |
136 giorni |
| Piombo 206 |
|
Stabile |
Il Radon viene generato continuamente da alcune rocce della crosta
terrestre ed in particolar modo da Lave, tufi, pozzolane, alcuni
graniti etc. Sebbene sia lecito immaginare che le concentrazioni
di Radon siano maggiori nei materiali di origine vulcanica spesso
si riscontrano elevati tenori di radionuclidi anche nelle rocce
sedimentarie come marmi, marne, flysh etc.
Come gas disciolto viene veicolato anche a grandi distanze dal luogo
di formazione puo' essere presente nelle falde acquifere. Infine
e' nota la sua presenza in alcuni materiali da costruzione.
La via che generalmente percorre per giungere all'interno delle
abitazioni e' quella che passa attraverso fessure e piccoli fori
delle cantine e nei piani seminterrati. L'interazione tra edificio
e sito, l'uso di particolari materiali da costruzione, le tipologie
edilizie sono pertanto gli elementi piu' rilevanti ai fini della
valutazione dell'influenza del Radon sulla qualita' dell'aria interna
delle abitazioni ed edifici in genere.
Alcuni studi nell'ultimo decennio hanno dimostrato che l'inalazione
di radon ad alte concentrazioni aumenta di molto il rischio di tumore
polmonare.
I risultati di tali studi supportano l'opinione che, in alcune regioni
europee, il radon può essere la seconda causa in ordine di
importanza, di cancro ai polmoni.
Abbiamo i mezzi e le conoscenze per contrastare il pericolo ambientale
che l'Organizzazione mondiale della Sanita' attraverso l'IARC ha
inserito nel Gruppo 1 degli agenti cancerogeni conosciuti. Le autorità
locali possono e devono ricoprire un ruolo essenziale. Noi possiamo
indicare tre approcci fondamentali:
- approfondire la comprensione della situazione
del luogo riguardo i rischi legati alla presenza di radon;
- fornire informazioni alla popolazione;
- aiutare a realizzare soluzioni al problema
del radon non appena esso sia stato identificato.
COS'È IL RADON?
Come gia' detto, il radon si forma in seguito alla disintegrazione
dell'uranio, e la sua disintegrazione, a sua volta, dà luogo
ad altri elementi radioattivi e infine al piombo, non radioattivo.
In termini di classificazione chimica, il radon è uno dei
gas rari, come neon, kripton e xeno. Il radon non reagisce con altri
elementi chimici. Esso è il più pesante dei gas conosciuti
(densità 9.72 g/l a 0°C, 8 volte più denso dell'aria).
Il radon diffonde nell'aria dal suolo e, a volte, dall'acqua (nella
quale può disciogliersi). In spazi aperti, è diluito
dalle correnti d'aria e raggiunge solo basse concentrazioni. Al
contrario, in un ambiente chiuso, come può essere quello
di un'abitazione, il radon può accumularsi e raggiungere
alte concentrazioni.
BREVE STORIA DEL RADON.
Gli elementi radioattivi naturali sono stati presenti sulla
terra dalla sua origine. Gli elementi a vita più breve sono
gradualmente scomparsi. Gli elementi radioattivi a vita lunga che
sono presenti nel nostro ambiente includono l'uranio, che dà
origine al radon. La radioattività non fu scoperta che nel
1898,quando Marie Curie portò avanti le ricerche sul radon
. Una parte considerevole del lavoro fu poi compiuta sulla radioattività
naturale. Nel 1900, il fisico F. Dorn scoprì che i sali di
radio producevano un gas radioattivo, il radon.
In precedente, nel sedicesimo secolo, Paracelso aveva notato l'alta
mortalità dovuta a malattie polmonari tra i lavoratori delle
miniere d'argento nella regione di Schneeberg in Sassonia (Germania).
L'incidenza di questa malattia, in seguito conosciuta come "malattia
di Schneeberg", aumentò nei secoli diciassettesimo e
diciottesimo, quando l'attività nelle miniere di argento,
rame e cobalto si intensificò. Questa malattia fu riconosciuta
come cancro ai polmoni nel 1879.
Misure effettuate nel 1901 nelle miniere di Schneeberg rilevarono
un'alta concentrazione di radon. Come risultato, fu presto lanciata
l'ipotesi di un rapporto causa-effetto tra alti livelli di radon
e cancro ai polmoni. Questa ipotesi fu rafforzata da più
accurate misure del radon compiute nel 1902 nella miniere di Schneeberg
e in altre, in particolare quelle di Jachymov in Boemia, da dove
provenivano i minerali usati da Marie Curie. Nondimeno, questi dati
non bastarono a convincere tutti, e alcuni scienziati ancora attribuiscono
questi tumori ai polmoni ad altri fattori.
L'attività nelle miniere di uranio fu intensificata dal 1940,
ma i livelli di radon non furono misurati regolarmente che dal 1950.
Esperimenti su animali compiuti dal 1951 dimostrarono la potenziale
carcinogenità del radon per i polmoni delle specie testate.
Rilevamenti epidemiologici tra i minatori di uranio, dalla metà
degli anni sessanta, hanno infine confermato questo potenziale sull'uomo.
Nel 1967 il Congresso Federale per la Ricerca degli Stati Uniti
ha proposto delle raccomandazioni per controllare i rischi correlati
alle radiazioni in miniera.
Nonostante non ci fossero più dubbi sulla realtà del
pericolo ( l'Organizzazione Mondiale per la Salute confermò
ciò nel 1988), fu ancora necessario quantificare il rischio
in termini di intensità di esposizione, per definire appropriati
livelli di protezione. A tal fine, numerosi rilevamenti epidemiologici
sono stati effettuati negli anni '80 in varie nazioni, non solo
tra lavoratori di miniere di uranio, ma anche di stagno e di ferro.
Tali rilevamenti portarono a conclusioni convergenti. Tuttavia,
alcune questioni (quali la rispettiva influenza della durata e dell'intensità
dell'esposizione, l'influenza dell'età e precise quantificazioni
del rischio), non sono ancora state risolte e richiedono ulteriori
studi.
Nonostante il premio Nobel per la fisica Ernest Rutheford aveva
fatto notare sin dal 1907 che ognuno inala del radon ogni giorno,
misure di radon non furono effettuate nelle case prima del 1956
(in Svezia). L'alto livello di radon rilevato in alcune case riscosse
poco interesse in campo internazionale, perché il problema
fu considerato esclusivamente locale. Soltanto 20 anni dopo si iniziarono
studi sistematici su larga scala in numerose nazioni, che mostrarono
che l'esposizione era generale e si potevano raggiungere livelli
molto alti, comparabili a quelli delle miniere.
La Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica (ICRP)
sottolineò la vastità del problema per la salute pubblica
e formulò specifiche raccomandazioni sulla pubblicazione
numero 65 del 1993.
L'ipotesi di un legame tra alte concentrazioni di radon e cancro
ai polmoni fu messa in primo piano molto presto nel ventesimo secolo.
La dimostrazione scientifica di questo legame è molto recente
ma definitiva. Soltanto negli ultimi 10 anno abbiamo potuto affermare
che il radon può essere alla base dei più grandi problemi
di salute pubblica. Le autorità locali, sostenute dalle autorità
responsabili della salute pubblica, devono valutare l'entità
del problema alla luce dell'architettura locale e delle condizioni
geologiche e aiutare a realizzare misure preventive per ridurre
il rischio.
RADIOATTIVITÀ NATURALE E ARTIFICIALE.
Per provvedere a una migliore valutazione del livello di
pericolosità del radon, è utile confrontare l'esposizione
dell'uomo alla radioattività dovuta al radon con quella di
diversa origine. In generale si puo' affermare che il radon costituisce
la maggiore causa di esposizione alle radiazioni.
Radioattività naturale
La radioattività naturale ha una duplice origine:
nello spazio, dal quale riceviamo la radiazione cosmica, e nella
crosta terrestre, che contiene gli elementi radioattivi primordiali
che sono contemporanei alla formazione della terra, compresi quelli
che danno origine al radon.
I raggi cosmici e gli elementi radioattivi della crosta terrestre
sono la causa di due tipi di esposizione: Interna, tramite l'entrata
nel corpo umano di elementi radioattivi, ed esterna, dall'irradiazione.
L'intensità della radiazione cosmica varia con l'altitudine:
Le popolazioni che vivono in regioni montane possono ricevere dosi
da due a tre volte maggiori di quelle ricevute al livello del mare.
Anche i viaggi aerei espongono i passeggeri alle radiazioni cosmiche.
Tuttavia, la radiazione cosmica contribuisce ben poco all'esposizione
interna.
L'esposizione esterna dovuta agli elementi radioattivi terrestri
dipende dalla loro concentrazione nel suolo e quindi varia con la
posizione geografica.
Bisognerebbe notare che in una data regione, l'esposizione all'interno
degli edifici è relativamente indipendente dal livello prevalente
di radiazione all'esterno, nella misura in cui il materiale da costruzione
agisce come uno schermo (anche se gli stessi materiali da costruzione
possono essere sorgente di radiazione).
L'esposizione interna è dovuta principalmente all'inalazione
e all'ingestione. Così come la concentrazione dei vari elementi
radioattivi naturali, differisce largamente tra diverse zone, anche
l'esposizione interna varia (con alcune eccezioni). Un fattore addizionale
in queste variazioni è la diversità della dieta. Per
quanto riguarda l'inalazione, il radon e i prodotti del suo decadimento
sono gli elementi di gran lunga più importanti.
Radioattività artificiale
La radioattività artificiale ha diverse origini.
La più importante è l'irradiazione medica a fini diagnostici
e la radioterapia. Il suo contributo all'irradiazione totale può
variare di molto, essendo dipendente delle pratiche mediche seguite
in ogni Paese.
Altre origini sono.
- elementi radioattivi entrati nell'atmosfera
in seguito a esperimenti atomici, cessati nella metà
degli anni settanta;
- effluenti dell'industria delle polveri nucleari
e attività di ricerca;
- in alcune regioni d'Europa, residui dell'incidente
di Chernobyl o altri incidenti.
L'esposizione alla radioattività
può essere esterna o interna. Questa esposizione dipende
degli elementi radioattivi o dal tipo di radiazione coinvolta.
- radiazioni gamma dal suolo e dai materiali
da costruzione
- altri
- medico
- acqua e cibo
- radiazione cosmica
- radon
Il radon e i prodotti del suo decadimento sono la principale causa
di esposizione alla radioattività naturale.
La quantità di radioattività associata ad ogni tipo
di materiale o ambiente è misurata in bequerels (Bq). 1Bq
corrisponde a una disintegrazione al secondo. Una concentrazione
di 100 Bq/m3 significa quindi che 100 atomi si disintegrano
ogni secondo in 1 m3 di materiale o ambiente in questione.
LE VIE DELL'ESPOSIZIONE AL RADON
Poiché la concentrazione del radon all'aria aperta
è bassa e in media le persone in Europa trascorrono la maggior
parte del loro tempo in casa, il rischi per la salute pubblica dovuto
al radon è essenzialmente correlato all'esposizione a questo
gas all'interno delle abitazioni.
Parecchi suoli contengono naturalmente quantità variabili
di uranio, che regola la quantità di radon rilasciata. Il
radon diffonde attraverso i pori e le spaccature del suolo, trasportato
dall'aria o dall'acqua (nella quale è solubile). Dato un
certo contenuto di radon nel suolo, la quantità di gas rilasciata
varia in dipendenza della permeabilità del suolo (densità,
porosità, granulometria), del suo stato (secco, impregnato
d'acqua, gelato o coperto di neve) e dalle condizioni meteorologiche
(temperature del suolo e dell'aria, pressione barometrica, velocità
e direzione del vento). In più, la concentrazione di radon
decresce rapidamente con l'altitudine.
L'acqua sotterranea, i gas naturali, il carbone e gli oceani sono
altre fonti minori di radiazioni.
E' quindi chiaro che il radon è universalmente presente,
ma la velocità di emissione varia significativamente nel
tempo, anche per uno stesso luogo.
A livello regionale o locale, indipendentemente dalle condizioni
prevalenti in un dato periodo, il fattore che più influenza
il rilascio di radon (vedi figura) è la geologia ( p.e. il
contenuto di uranio delle rocce). In parole povere è più
facile che contengano radon i terreni granitici e vulcanici, così
come le argille contenenti alluminio. Ci sono eccezioni a ciò,
tuttavia: si possono trovare miniere di uranio in terreni sedimentari,
o radon in suoli calcarei.
La maggior parte del radon presente in una casa proviene dal suolo
sul quale essa è costruita. Se il basamento ha un pavimento
di fango, il radon può penetrare facilmente. Se il pavimento
è di cemento, il radon penetra attraverso le spaccature che
si formano con il tempo, lungo le tubature o attraverso le giunture
tra i muri.
Il radon può ance provenire - in misura minore - dai muri,
se essi sono stati edificati utilizzando materiali radioattivi (tufi
vulcanici, per esempio) o dai rubinetti, se l'acqua contiene del
radon disciolto.
Il radon emesso all'interno di una casa tende a restare lì.
Se non si prendono misure speciali, la pressione all'interno di
una casa è leggermente più bassa che all'esterno.
L'aria interna tende a stagnare piuttosto che a rinnovarsi. Si può
facilmente confermare questo in inverno ponendo la mano vicino allo
stipite di una finestra: una corrente di aria fresca, più
o meno intensa secondo la larghezza della fessura, si può
chiaramente percepire all'interno della casa, ma non all'esterno.
Per un dato terreno, e indipendentemente dal tempo, la concentrazione
finale di radon in una casa è quindi dipendente dal tipo
di costruzione. Dipende anche, in larga misura, dalla ventilazione,
sia passiva (cattivo isolamento) che attiva (aprire le finestre
a intervalli lunghi o brevi, per esempio).
Il ruolo ricoperto dalle condizioni meteorologiche (vento, pressione
barometrica, umidità) spiega non solo le variazioni stagionali
della concentrazione di radon in una data casa, ma anche le differenze
osservate tra i livelli diurni e notturni.
MISURE DELLE CONCENTRAZIONI DOMESTICHE DI RADON IN EUROPA.
Il rischio correlato alla presenza di radon ha causato un
aumento del lavoro dei ricercatori, degli esperti e dei responsabili
della salute pubblica. Per valutare l'entità del problema,
sono state effettuate misure di livelli di radon nelle case in quasi
tutti i Paesi europei negli ultimi 10 anni. E' stato rilevato che
un basso livello medio nazionale non esclude l'esistenza di aree
limitate ad alta concentrazione di radon. In molti casi la Commissione
Europea ha appoggiato la realizzazione di queste campagne.
La Comunita' Europea infatti, con la Raccomandazione
n. 143 del 21 febbraio 1990 ha stabilito criteri per la protezione
del pubblico contro l'esposizione indoor al Radon. La direttiva
CEE 106/89 si puo' inoltre considerare
una norma quadro per la regolamentazione dell'impiego dei materiali
edilizi permanentemente incorporati in opere di costruzione.
In ambito Nazionale l'ENEA ha svolto una serie di ricerche in alcune
zone di Roma e dell'Alto Lazio che evidenziano una presenza di Radon
molto variabile tra i 100 e 400 Bq/m3 (Bequerel al metro cubo) con
punte di 1000 ed oltre Bq/m3 contro una media nazionale di circa
80 Bq/m3.
Considerato che una dose di 50 Bq/m3 corrisponde ad una dose di
radiazioni circa tre volte maggiore a quella che mediamente si riceve
nel corso della propria vita per lo svolgimento di indagini mediche,
si puo' ben comprendere come tale prodotto di decadimento costituisca
un vero pericolo per l'uomo.
I RISCHI POSTI DAL RADON.
Sia gli studi sull'uomo (studi epidemiologici) che quelli
sugli animali (studi sperimentali) hanno approdato a una conclusione
evidente: il rischio posto dal radon è quello di cancro ai
polmoni.
Studi sui minatori
Lo sviluppo dell'industria delle armi e dell'energia nucleare
dopo la Seconda Guerra Mondiale ha fatto sì che molti Paesi
cominciassero l'estrazione mineraria dell'uranio, con il risultato
che molti lavoratori fossero esposti al radon. Anche i lavoratori
di altri tipi di miniere (miniere di ferro in Svezia o di stagno
in Cina) sono stati esposti largamente al radon quando si trovavano
ad operare in strati geologici ricchi in uranio. Sono stati realizzati
numerosi studi sullo stato di salute di questi lavoratori, tenendo
conto della loro esposizione al radon per vari decenni.
Sono state raggiunte conclusioni convergenti: il radon senza dubbio
aumenta il rischio di tumore ai polmoni nei minatori. Inoltre, misurando
i livelli di esposizione raggiunti da questi lavoratori, è
stato possibile stimare in che misura il rischio di tumore ai polmoni
aumenta con l'esposizione. Anche qui i vari studi approdarono a
risultati molto simili.
Gli studi sui minatori coprono dichiaratamente una fascia particolare
di popolazione, quella degli uomini che in età adulta sono
stati esposti per periodi relativamente brevi (p.e. 40 ore a settimana)
e per un numero limitato di anni. In più, i minatori sono
esposti ad altri fattori che possono ricoprire un ruolo nell'incidenza
di tumore ai polmoni, poiché essi, per definizione, lavorano
in un'atmosfera carica di polveri. Inoltre i minatori studiati erano
frequentemente fumatori, e il rischio di cancro ai polmoni legato
al fumo è ben conosciuto.
Al contrario, i membri della popolazione (entrambi i sessi e tutte
le età) sono continuamente esposti al radon. In media, fumano
meno e respirano aria più pura. Queste differenze giustificano
lo studio dei rischi collegati alla presenza di radon nelle case.
In effetti, il grado e l'urgenza delle misure preventive che devono
essere prese dipendono dalla grandezza del rischio che un determinato
livello di esposizione implica (tenendo conto dell'età, del
sesso e di altri fattori). Tali studi sono in corso in molti Paesi.
(Sono particolarmente complessi, e ciò spiega i risultati
a volte contraddittori. In capo a pochi anni disporremo di una quantità
di nuovi risultati che offriranno una risposta alle domande ancora
aperte.)
E' stato largamente dimostrato che il fumo del tabacco è
responsabile della gran parte dei tumori ai polmoni negli uomini
e nelle donne. Studi sugli effetti combinati dell'esposizione al
radon e al fumo delle sigarette mostrano che l'effetto totale di
tali esposizioni è molto maggiore della somma dei due effetti.
In altre parole il fumo aumenta considerevolmente il rischio di
tumore ai polmoni correlato al radon, e viceversa. In più,
il radon da solo è la seconda causa di cancro al polmone
dopo il tabacco.
UN SERIO PROBLEMA PER LA SALUTE PUBBLICA.
Ci sono ancora aree di incertezza:
- L'influenza dell'età sul tempo di
esposizione: sono forse le persone più giovani più
sensibili delle più anziane?
- Le stime correnti del rischio per un dato
livello di esposizione, al di là del fattore età,
possono variare di un fattore tre, secondo lo studio.
- La rispettiva influenza della durata e dell'intensità
dell'esposizione non è ancora chiaramente quantificata.
Non è certo che essere esposti a 400 Bq/m3
per 10 anni comporti gli stessi rischi che essere esposti a
4000 Bq/m3 per un anno.
I risultati degli studi in corso potrebbero,
tra pochi anni, fornire una risposta ad alcune di queste domande.
Nondimeno, possiamo ora concludere, sulla base delle conoscenze
attuali, che l'esposizione al radon nelle case pone un considerevole
problema per la salute pubblica.
In un Paese come la Francia, dove la concentrazione media di radon
è a un livello intermedio rispetto agli altri Paesi europei,
Si stima che il 10% dei decessi per cancro ai polmoni sia dovuto
al radon. In fatti, in dipendenza dalle assunzioni fatte e dai metodi
di calcolo usati, tra 1000 e 6000 decessi ogni anno potrebbero essere
attribuibili all'esposizione al radon in Francia. Le autorità
britanniche, dal canto loro, stimano che ogni anno circa 2000 decessi
per cancro ai polmoni sono dovuta al radon nel Regno Unito, dove
la concentrazione media di radon è inferiore ma il tumore
ai polmoni è più frequente.
Non possiamo quindi tentare di dissipare questi dubbi, ma ci sono
strade relativamente semplici ed economiche per ridurre di molto
la concentrazione di radon nelle case e ridurre il rischio.
PREVENZIONE.
Prima di costruire un edificio, bisogna tener conto del rischio
legato al radon. Le regole principali possono essere nazionali,
regionali o locali. Devono essere fatte rispettare.
Per vecchie case, si può prendere un insieme di misure correttiva
di varia semplicità e costo, in dipendenza della concentrazione
di radon in una particolare casa. Queste misure sono descritte in
dettaglio tra i dati tecnici annessi.
Le concentrazioni di radon che devono essere raggiunte tramite misure
correttive o preventive possono differire, secondo se un edificio
esiste già o è in fase di progetto. Ci sono "valori
raccomandati", "valori guida" o "livelli d'azione",
che variano da un Paese all'altro.
Le stesse regolamentazioni possono essere applicate a edifici non
abitati permanentemente (posti di lavoro e scuole), tranne che per
il fatto che i livelli di azione devono essere valutati in termini
di tempo massimo di occupazione. Si stima che la cittadinanza europea
in media trascorra 19.2 ore al giorno (l'80% del suo tempo) all'interno!
E' dunque legittimo interrogarsi riguardo l'opportunità di
applicare le stesse regole agli ambienti nei quali le persone trascorrono
non più di alcune ore ogni giorno.
In pratica, la Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica
consiglia di applicare identici livelli di azione alle case e agli
edifici pubblici dove la gente trascorre un tempo apprezzabile (scuole,
ospedali, centri residenziali). D'altra parte, quando il tempo trascorso
dalla gente in un luogo è limitato, come in uffici, librerie
e teatri, non sono richiesti particolari provvedimenti.
METODO DI INDAGINE
Il monitoraggio in ambienti confinati o esterni del RADON si
effettua con l'ausilio di un dispositivo specifico per questo gas.
Tale dispositivo portatile puo' essere facilmente installato negli
ambienti da monitorare e registra il valore instantaneo o nel tempo
della concentrazione.
Chiunque abiti in una zona presumibilmente a rischio dovrebbe effettuare
una verifica della concentrazione di Radon nell'ambiente domestico.
Negli Stati Uniti le abitazioni con un tenore di Radon superiore
a 4 PCi/l sono praticamente invendibili.
Le Agenzie Immobiliari inoltre, prima di accettare l'incarico di
vendere un immobile, eseguono o fanno eseguire una indagine accurata
certificando successivamente in sede di rogito, la salubrita' del
sito.
Dal momento che elevate concentrazioni di Radon sono particolarmente
dannose per i bambini sarebbe auspicabile che anche nel nostro paese,
le scuole di ogni ordine, ma in particolare le materne, elementari
e medie, fossero monitorate come gia' accade in altri paesi.
La conoscenza della distribuzione di Radon nei gas del suolo
consente la predisposizione di vere e proprie mappe di rischio.
Tali mappe sono state elaborate per esempio in Svezia e di fatto
sono state inserite nel contesto della pianificazione Urbanistica
del Territorio.
In particolare le aree piu' a rischio sono prevalentemente quelle
di origine Vulcanica con profonde faglie tettoniche (come ad esempio
l'area dei Castelli Romani) e falde acquifere a servizio di uno
o piu' Comuni e quindi di grande rilevanza sulla sanita' pubblica
in caso di contaminazione.
RACCOMANDAZIONI
Si può procedere in maniera ordinata, evitando di
allarmare la popolazione non fornendo vie pratiche per risolvere
il problema. Il primo passo è quindi la stima della serietà
del problema, e l'incoraggiamento ad altri a fare ciò.
L'iniziativa può essere a livello nazionale, locale o individuale.
In tutti i casi la cittadinanza deve essere informata.
Raccomandazione 1
Valutazione dell' esposizione
Studi cartografici nazionali o regionali possono fornire
dati utilizzabili a livello locale. Tuttavia, in alcuni casi, questi
dati possono essere inesistenti o inadeguati. Soltanto un gruppo
di specialisti può decidere se sono necessarie ulteriori
misure per ricavare statisticamente conclusioni valide a livello
locale. Le autorità per la salute locale o gli istituti nazionali
di ricerca hanno tali gruppi di specialisti disponibili.
In una stessa località, la situazione può variare
considerevolmente da un edificio a un altro. Nelle aree valutate
a rischio geologico, può essere necessario effettuare misure
nelle singole case. E' compito delle autorità locali incoraggiare
i privati a provvedere nelle loro case, fornendo loro gli indirizzi
delle compagnie specializzate.
Raccomandazione 2
Prevenzione e correzione
E' spesso più economico analizzare i problemi che
il radon può porre prima di costruire un edificio. Le precauzioni
da prendere varieranno, secondo la natura del suolo e del sottosuolo.
Ogni autorità locale dovrebbe avere una lista di esperti
da consultare prima di iniziare i lavori di costruzione.
Quando si rileva una alta concentrazione di radon in un edificio
già esistente, le sue vie di accesso devono essere identificate
ed eliminate. Il ruolo dell'autorità locale in questo caso
è:
- tenere una lista di individui qualificati
ad identificare i punti di entrata del radon nelle case e compiere
i lavori necessari;
- incoraggiare i privati ad effettuare i lavori
necessari;
- analizzare e, se necessario, ridurre le concentrazioni
di radon negli edifici di cui è responsabile.
Raccomandazione 3
Informazione
Se gli studi mostrano un rischio collegato al radon inusualmente
elevato, la cittadinanza deve esserne informata. Bisogna ricordare
che il rischio, anche in una casa in cui la concentrazione sia
particolarmente elevata, è funzione del tempo di esposizione.
In altre parole, gli abitanti di tale casa devono essere avvisati
dei rischi che corrono, ma non è necessario che la casa
sia evacuata immediatamente: il rischio consiste nella grandezza
della dose complessiva ricevuta in un lungo periodo. Bisogna dare
il giusto impulso, con l'aiuto di specialisti, perché la
gente entri in azione, senza causare ingiustificati allarmismi.
Per maggiori informazioni
sul Radon visita www.radon.it
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