Rilievi Relativi al Benessere Termoigrometrico
Parametri relativi al raggiungimento del benessere termoigrometrico per edifici
ad uso civile
E' noto che la condizione di igiene e salubrità debba cominciare a partire
dalle abitazioni in cui viviamo (ma anche dai luoghi di lavoro, di studio e
da quelli dedicati allo svago) e cioè dalle case, dalle fabbriche, dagli
uffici e dalle scuole.
E' allora necessario ricordare che la temperatura dell'aria, il suo grado di
umidità, lo stato di purezza e la sua diffusione nel biosistema ecologico
variano in rapporto a moltissimi fattori che comprendono le stagioni, il clima,
le aree geografiche, ma anche l'ambiente dove viviamo e lavoriamo, le sue dimensioni,
i materiali con cui questi ambienti sono costruiti, il numero di persone presenti
all'interno dello stesso etc. L'uomo come sapete è un animale omeotermico
e la sua temperatura interna deve rimanere costante a 36°C, circa, mentre
il suo habitat naturale è preferibile abbia una umidità relativa
intorno al 50%.
Si intuisce che per ottenere questi standard l'organismo umano deve continuamente
adattarsi in vario modo alle diverse, e non sempre favorevoli, condizioni esterne
attraverso vari meccanismi fisiologici (sudando,bevendo (idratandosi) , rabbrividendo,
ecc.).
In questa sede ci limitiamo a mettere in evidenza che le condizioni microclimatiche
possono essere influenzate anche dal tipo di abbigliamento usato e che i vari
indumenti prescelti devono essere tali da assicurare, specie nei bambini, il
calore necessario (e non piu' di quello) e la normale traspirazione.
E' di comune riscontro, infatti, specie nei mesi invernali, che l'atmosfera
degli ambienti chiusi ed eccessivamente riscaldati risulti povera di umidità
e che l'organismo degli occupanti (specie bambini piccoli, ma anche anziani
talora) ne soffra di conseguenza. Volendo presentare una valutazione determinata
statisticamente della situazione microclimatica ideale in un dato ambiente,
riportiamo i limiti accettati per i principali parametri, integrando l'indice
di benessere termico (valore raccomandabile di 19,5 °C per l'inverno e di
22° C per l'estate, nel caso di persona adulta impegnata in lavori di tipo
sedentario e con abbigliamento "normale") con i valori consigliati
per l'umidità relativa (tra il 40 ed il 60%) e con quelli ammessi per
la velocità dell'aria (inferiore a 0,5 metri al secondo).Naturalmente
in questa breve trattazione non possiamo occuparci dei più complessi
impianti di climatizzazione (e di trattamento dell'aria) per cui ci limitiamo
a sottolineare i problemi maggiori che, sul piano pratico, restano sostanzialmente
la temperatura e soprattutto l'umidità relativa che tende progressivamnte
a ridursi, col passare del tempo, in tutti gli ambienti chiusi. Ne consegue
che il primo provvedimento da attuare negli ambienti in questione è l'installazione
di umidificatori idonei, in grado di riequilibrare di continuo il contenuto
di umidità nell'aria.
A tale scopo e' sufficiente un bricco d'acqua sul termosifone dotato di valvola
regolatrice ed uno strumento di misura della temperatura ed umidita'. Lo strumento
e' necessario per non eccedere e passare ad un ambiente troppo umido. Una umidità
troppo elevata può infatti comportare effetti deleteri per il comfort
e la salute. Una elevata umidità relativa favorisce lo sviluppo di contaminanti
biologici, ma è anche in grado di potenziare l'effetto di alcuni inquinanti
non biologici, come ad esempio la formaldeide.
In caso di scarsa umidita' relativa e' nota la comparsa di secchezza a carico
delle mucose respiratorie, condizione che può predisporre all'insorgenza
di processi infiammatori a carico delle vie aeree, talora ad accessi di tipo
allergico e ad altre manifestazioni patologiche.
Per concludere, non si può ormai ignorare la fondamentale importanza
che riveste il microclima negli ambienti indoor ed in particolare i fattori
"ecologici", quali l'umidità, la temperatura e la ventilazione,
dai quali può dipendere in notevole misura la salute ed il benessere
di chi vi abita.
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